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Archivio > 1909-2009: i cento anni del Futurismo
Celebrazioni in Europa e nel mondo per il movimento che ha influenzato tutte le avanguardie del XX secolo
Futurismo, 100 di questi anni
Anche Perugia festeggia il “suo” futurista, Gerardo Dottori, il primo del gruppo ad esporre alla Biennale di Venezia
di Antonio Liotta
Il 20 febbraio 1909 Filippo Tommaso Marinetti faceva pubblicare a Parigi, sulla prima pagina del “Figaro”, il Manifesto del Futurismo: era l’atto di nascita di un’avanguardia che di lì a poco avrebbe sconvolto non solo il mondo dell’arte ma l’intera mentalità dell’epoca.
Il rapporto col suo tempo - Il futurismo, con la sua smisurata fiducia nel progresso, fu capace di tagliare tutti i ponti col passato e di interpretare, con la sua carica esplosiva e spregiudicata, un momento storico di grandi trasformazioni tecniche, economiche, politiche, sociali. Le incessanti scoperte tecnologiche cambiavano radicalmente la percezione del tempo, dello spazio, delle distanze. E il futurismo riuscì a trasporre in campo artistico la nuova temperie culturale attraverso l’esaltazione della bellezza della velocità, del movimento aggressivo, dell’azione energica, audace, quasi spavalda.
Il futuro del futurismo - Oggi il centenario viene celebrato con esposizioni in tutto il mondo, dal Centre Pompidou di Parigi alla Tate Gallery di Londra, dal Mart di Rovereto alle mostre allestite a New York e Milano. Ma che significato ha, a distanza di un secolo, ricordare un movimento su cui si sono versati fiumi d’inchiostro?
Probabilmente ha ancora un senso se si pensa all’eccezionalità di un’avanguardia che non ha tralasciato nessuna forma artistica e la cui produzione, proprio a causa di questa frenetica sperimentazione in ogni campo dell’”arte-vita”, resta tuttora in parte ignota al grande pubblico. Lo si può capire leggendo solo qualcuna delle 1200 voci presenti nel “Dizionario del futurismo”, un’opera monumentale curata da uno studioso appassionato del movimento come Ezio Godoli. Probabilmente ha un senso se, ancora oggi, c’è chi si ispira al futurismo e alla sua azione provocatoria e innovatrice, come Graziano Cecchini, famoso per aver tinto di rosso la Fontana di Trevi e aver colorato con migliaia di palline Piazza di Spagna. E se, nel XXI sec., c'è chi va alla ricerca di ristoranti a dir poco esclusivi, per gustare piatti rigorosamente futuristi.
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