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Sesso, Sangue e Soldi: la dittatura delle "3 S" (audio)

Archivio > Una buona notizia allunga la vita

Tra i relatori Michele Dotti, autore di “L’anticasta”, e Franco Fratoddi, direttore di “Nuova Ecologia”
Sangue, Sesso e Soldi: la dittatura delle "3 S"
Alla Libera Università di Alcatraz un dibattito sulla spettacolarizzazione delle notizie e i suoi effetti sul pubblico



di Antonio Liotta


È vero che solo le notizie allarmanti fanno drizzare le orecchie allo spettatore? E cosa possono fare i giornalisti per favorire un’informazione più equilibrata, in cui anche le “buone notizie” abbiano un’adeguata copertura?



"Guardiamo anche a ciò che va bene" - Non ha dubbi Michele Dotti, educatore e formatore, autore dei libri “Non è vero che tutto va peggio” (scritto con Jacopo Fo) e “L’anticasta, l’Italia che funziona” (con Marco Boschini). “Bisogna rompere il circuito mediatico della cattiva notizia, che produce assuefazione e alla fine disperazione; l'eccesso di drammatizzazione diffonde nella società un senso di impotenza e sfiducia. E poi non è vero che agli spettatori interessano solo le 3 S”. Sono tante, invece, le esperienze virtuose in giro per il mondo, come dimostrano i tanti esempi di buona amministrazione, anche nel nostro paese. Esperienze che potrebbero essere replicate con successo un po’ ovunque, se il sistema dei media desse loro il giusto risalto.



Né allarmare né consolare - Ambiente, cambiamenti climatici, salute del pianeta: anche su questo terreno le cattive notizie sono al centro dell’informazione generalista. Marco Fratoddi, direttore della rivista "Nuova Ecologia", sottolinea come, nel giornalismo ambientalista, ormai da tempo ci sia la tendenza al catastrofismo, all’esasperazione del rischio ambientale. “E’ necessario affiancare alla denuncia un atteggiamento più propositivo - ha detto Fratoddi - e il giornalista ha un ruolo importante: deve interpretare i bisogni già insiti nello spettatore ma anche suggerire, attraverso la narrazione, nuovi stralci di realtà, nuovi scenari possibili”. Senza incappare, però, nelle cosiddette “notizie consolatorie”, con le quali il giornalista dice al suo pubblico che “tutto va bene”, anche quando non è così.


>>> Ascolta l'intervista a Michele Dotti



>>> Ascolta l'intervista a Marco Fratoddi

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