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Missione: misurare il progresso e la felicità (audio)

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Economia sommersa o servizi al cittadino, tanti i fattori non considerati dal PIL
Missione: misurare il progresso e la felicità
Economisti e premi Nobel alla ricerca di nuovi indicatori del benessere di una società

di Valeria Radiconcini

"Beyond GDP", letteralmente "Oltre il Pil", è questo il nome del progetto in cui dal dicembre 2007 sono impegnate Commissione Europea, Parlamento Europeo, Ocse e WWF. Per andare alla scoperta del valore positivo e non sempre economicamente quantificabile di reti sociali e familiari, del senso di benessere dato da aria meno inquinata, città meno trafficate o efficienti servizi al cittadino, dalla sanità alla scuola.
Se infatti nel 1968 Robert Kennedy, alla Kansas University, sosteneva l'inadeguatezza del Pil a descrivere la reale qualità della vita delle famiglie americane, oggi istituzioni e organizzazioni internazionali sono ufficialmente alla ricerca di indicatori capaci di fotografare un Paese al di là delle transazioni economiche.

Per venire a capo del rompicapo apparentemente insolubile di trovare un modo per misurare felicità e soddisfazione dei cittadini, il presidente francese Nicolas Sarkozy non ha esitato ad ingaggiare due prestigiosi premi Nobel, gli economisti Joseph Stiglitz e Amartya Sen. Se infatti il Pil non può più essere la bussola di ogni buon ministro dell'economia che voglia portare un Paese sulla rotta del benessere, si fa pressante la necessità di nuovi parametri.
Le Nazioni Unite, fin dagli anni '90, hanno adottato l'Indice di sviluppo umano, ideato dall'economista pakistano Mahbub ul Haq, e dal 1994 si calcola il GPI, genuine Progress Indicator, ma già nel 1972 gli economisti Nordhaus e Tobin avevano proposto il Mew, la misura del welfare economico.

Del resto il Pil, per il modo stesso in cui viene calcolato, non può tenere conto di alcuni elementi, primo fra tutti il valore dei beni e dei servizi che non essendo scambiati in un mercato non hanno un preciso valore di mercato. Come spiega il professore di economia politica della Luiss, Alberto Petrucci, ci sono poi le prestazioni del servizio pubblico, valutate in base al loro costo per lo Stato indipendentemente dalla qualità delle prestazioni, e l'economia sommersa. Il Pil quindi, è una misura imprecisa dell'attività economica, ma per rassicurare ministri ed economisti si può dire che una imprecisione più o meno costante nel tempo può comunque servire a valutare le evoluzioni dell'economia anno dopo anno.

AUDIO

Intervista ad Alberto Petrucci,
docente di Economia politica della Luiss

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