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Batman: settant’anni di un eroe ambiguo

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Perugia lo ha celebrato con mostre e dibattiti
Batman: settant'anni di un eroe ambiguo
L'immaginario mitico nell'era di fumetto e digitale

di Martino Villosio

Il Novecento è stato, anche, il secolo del fumetto. Nel nuovo millennio trionfa la tecnologia digitale. Batman, il Cavalliere Oscuro creato da Bob Kane e Bill Finger per la DC Comics, si muove tra copertine e videogiochi con la padronanza di un mito consolidato. Nel 2009 ha festeggiato i suoi settant'anni. La sua epopea era cominciata nel maggio 1939: un bambino di nome Bruce Wayne assiste all'assassinio dei suoi genitori da parte di un ladro, quel trauma lo porterà ad iniziare una guerra personale contro il crimine. Non possiede i superpoteri di altri colleghi, deve sottoporsi a durissimi allenamenti fisici e mentali. L'oscuro travestimento fotografa l'ambiguità, molto più umana che super, che galleggia dietro le sue meritorie imprese.

Batman e Robin come Ulisse e Diomede. A Perugia l'Uomo Pipistrello è stato celebrato a dovere. Una mostra a Palazzo della Penna lo ha esplorato nei suoi aspetti più malinconici, di eroe sconfitto e pensoso, accostandolo ad altri protagonisti del fumetto americano. L'Immaginario Festival di inizio dicembre, nel raffrontare i diversi e più o meno moderni linguaggi attraverso cui prendono forma i miti collettivi, lo ha messo in relazione con i più grandi eroi del passato. Fin dal titolo: "Da Ulisse a Batman". Un modo per sottolineare come le epopee dei supereroi americani facciano oggi parte dell'immaginario collettivo al pari dei "Superman" partoriti dalla grande tradizione letteraria occidentale.







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