Quattro Colonne    
 
Intervista a Domenico Lenarduzzi
Intervista a Lucio Picci
Intervista a Sofia Corradi
L'Erasmus abbraccia l'arte
SCHEDA Erasmo da Rotterdam (1466 – 1536)
«Erasmus obbligatorio per la laurea»

I 20 anni del programma di mobilità studentesca dell’UE
“Venti” di Erasmus, l'Europa festeggia
Dal 1987 più di un milione e mezzo i giovani coinvolti

di Francesco P. Cristino

Poche iniziative, come l’Erasmus, sono riuscite a plasmare quella realtà interculturale che il sociologo Jürgen Habermas ha definito “spazio comune europeo”. Il programma di mobilità studentesca dell’Ue, che porta il nome dell’umanista olandese Erasmo da Rotterdam, festeggia i suoi primi vent’anni e lo fa in concomitanza con le celebrazioni per il cinquantenario del Trattato di Roma, stipulato il 25 marzo 1957.

1987-2007 – L’Erasmus ha contribuito ad allargare l’orizzonte formativo di migliaia di studenti europei, anche a Perugia. Qui l’ateneo ha attivato subito il progetto: era il 1987, quando i professori congedavano gli studenti in partenza con un poco rassicurante «andate e fateci sapere di cosa si tratta!». «Allora era tutto abbastanza improvvisato - confessa Maurizio Oliviero, tra i primi studenti italiani a partire in Erasmus – anche il coordinamento tra le università e le nostre responsabilità. Lo studente doveva vedersela da solo». Oggi il quadro è cambiato: Perugia collabora con oltre 250 università straniere, mentre il numero degli scambi Erasmus coinvolge ogni anno circa 1000 studenti.
Negli ultimi due decenni, più di 1.500.000 giovani europei hanno aderito al programma di mobilità universitaria dell’Ue: «Gli studenti sono i veri testimoni dell’integrazione europea, quelli che incarnano appieno, e più di chiunque altro, lo status di cittadini dell’Unione», dice Valeria Serpentini, 23 anni, laureata, cinque mesi di Erasmus in Spagna, a Salamanca: «Mi ha cambiato la vita e regalato una percezione dell’Europa come identità collettiva. L’Erasmus spalanca le porte del dialogo fra le nazioni e mette a confronto le classi dirigenti del futuro».

Un'idea italiana - Secondo Sofia Corradi, l’Erasmus «si colloca nella linea politica dell’Europa dei cittadini e mira a porre in primo piano i vantaggi quotidiani che derivano dall’essere nell’Unione». L’Italia ha avuto molti meriti nella fase ideativa del programma: se la professoressa Corradi è considerata, grazie ai suoi studi, la “madre” dell’Erasmus, Domenico Lenarduzzi, un altro italiano, ne è il “padre”. «La dimensione europea – sostiene Lenarduzzi, direttore generale per l’educazione e la cultura presso la Commissione Europea - non può limitarsi ad essere una materia di studio, bensì deve diventare parte integrante della vita scolastica».

Le mete -
Dove si va in Erasmus? Spagna e Francia in testa, ma gli atenei dell’Europa orientale riscuotono sempre maggiore gradimento. Allo stesso tempo, aumenta l’incoming di studenti provenienti dell’est, soprattutto polacchi, cechi e rumeni. Da due anni, inoltre, anche la Turchia è entrata nel progetto. Tra gli italiani a partire sono soprattutto studenti con un'età compresa tra 21 e 23 anni. Le condizioni economiche familiari, ancor prima della regione d’origine o del background culturale, sono il fattore che più influisce, rispetto ai colleghi europei, sulla scelta: le borse di studio Erasmus, da sole, sono spesso insufficienti a garantire un soggiorno adeguato all’estero. Per Valeria Serpentini, «dipende dal paese che scegli. Io ho avuto una borsa di 400 euro e un assegno mensile di 140: in Spagna sono riuscita a gestirmi abbastanza bene ma in un paese come la Francia non ce l’avrei fatta». Secondo l’indagine statistica “Study Experience Abroad” di AlmaLaurea, il 25,1% degli studenti italiani ha avuto difficoltà economiche durante il soggiorno Erasmus, a fronte di una media europea del 19%.

Il futuro - Come si può migliorare l’Erasmus? Molti auspicano una mobilità su scala mondiale, mentre in via sperimentale c’è chi parte già a 14 anni. Dapprima, forse, sarebbe opportuno riflettere sulla valenza culturale e formativa di questo progetto: ogni anno nel nostro Paese sono circa 16mila gli studenti coinvolti, ma tra i laureati italiani solo un misero 8% vanta un’esperienza all’estero. Sintomo che il nostro sistema universitario non ha ancora pienamente apprezzato l’importanza dell’Erasmus. 

L'Erasmus a Perugia servizio di Giuseppe De Caro (in collaborazione con l'assoc. Perugia Erasmus Project)

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Il sito di "Venti d'Erasmus"
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Le date dei festeggiamenti Erasmus in Europa
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