Crescita dei prezzi, salari e potere d'acquisto in agenda per il 2008
Quant'è cara la vita in Italia
Una famiglia su due vive con meno di 1.900 euro al mese
L’aveva dichiarato anche il Governatore della Banca d’Italia, Mario Draghi, lo scorso 26 ottobre: i salari in Italia sono troppo bassi, è necessario che ritornino a crescere per rilanciare i consumi. E la priorità per il 2008 è stata indicata da più parti (sindacati, partiti politici sia di maggioranza che di opposizione, Confindustria) proprio nella lotta all’inflazione e nell’elaborazione di una politica economica che sostenga il potere d’acquisto e i redditi delle famiglie.
E l’anno è iniziato davvero sotto la bandiera del caro-vita: il dato sull’inflazione relativo al mese di dicembre 2007 è risultato il più alto dal 2003, con un aumento del 2,3% rispetto all’anno precedente. Il presidente della Repubblica ha ribadito, nel suo discorso di capodanno, la necessità di sostenere i redditi più bassi. Governo e sindacati hanno iniziato un confronto sul tema, proprio mentre il rinnovo del contratto dei metalmeccanici occupava le prime pagine dei giornali e i titoli dei tg. Senza contare l’allarme inflazione che arriva dall’Europa: il presidente della Banca centrale europea, Jean-Claude Trichet, ha più volte sottolineato il rischio di un rialzo generalizzato dei prezzi dovuto all’aumento del costo del petrolio e delle materie prime.
Un po’ di chiarezza – Ma quando si parla di caro-vita la confusione è dietro l’angolo. Prezzi, salari, tasse: concetti e parametri complessi si intrecciano, toccando problemi differenti. Dal costo delle case ai rialzi dei mutui, dall’aumento dei prezzi dei beni di consumo quotidiano alle politiche fiscali, dalla contrattazione collettiva al costo del denaro. E il livello di conoscenza di questi temi da parte dei cittadini rimane molto basso: basti pensare che più del 70% degli italiani non sa cosa sia l’inflazione. «I consumatori meno istruiti e con redditi più bassi percepiscono un’inflazione mediamente maggiore degli altri. Probabilmente la confondono con il loro basso reddito», ha evidenziato l’economista Tito Boeri. E non è detto che agire sul versante dei salari, per esempio con politiche fiscali, basti a rilanciare i consumi: lo stesso Trichet ha messo in guardia da una spirale salari-inflazione, invitando le parti sociali in tutta l’Eurozona alla moderazione.
In Italia – Secondo l’Istat la metà delle famiglie italiane vive con meno di 1900 euro al mese. É quanto emerge dall’ultima indagine relativa a reddito e condizione di vita condotta su un campione di 21.499 famiglie. Non si tratta di un semplice “reddito medio”, ma di un calcolo più complesso che tiene conto delle disparità esistenti sul territorio nazionale, che produce il “valore mediano del reddito”, che nel Sud e nelle isole è pari solo al 70% di quello delle famiglie residenti al Nord. Secondo la ricerca il 14,6% dei nuclei familiari italiani ha dichiarato di arrivare con molta fatica alla fine del mese, mentre il 28,4% non è in grado di far fronte a una spesa improvvisa di 600 euro. Una situazione di difficoltà, sostanzialmente stabile rispetto all’anno precedente, ma che si aggrava sensibilmente se si prendono in considerazione i nuclei familiari composti da un solo genitore con figli a carico, che hanno a disposizione un reddito mediano non superiore ai 1500 euro al mese, e quelli in cui l’entrata prevalente è una pensione, fermi a 1334 euro. |