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Nel 1881 i primi quotidiani parlano di ginnastica. Oggi il calcio invade la tv

Quelli che lo sport...lo raccontano

L'avventura di un genere che ha fatto la storia del giornalismo italiano


di Franz Giordano


In principio al pallone restavano solo le briciole. Era il 1881 quando L’Eco dello Sport e Lo Sport Illustrato, i primi quotidiani sportivi italiani, dedicavano pagine alla ginnastica, al canottaggio e al ciclismo. Oggi, con le pay-tv, ognuno segue solo la squadra del cuore. Nel mezzo scorre la storia del giornalismo sportivo.

 

Il Ciclista prende La Tripletta - Ventimila copie nelle prime uscite bisettimanali a Milano. Quattro pagine stampate su carte verde – quella rosa arriverà tre anni dopo - al costo di 5 centesimi di lira. È il 3 aprile 1896 quando, dalla fusione tra Il Ciclista e La Tripletta, nasce La Gazzetta dello Sport. Nel 1909 parte il primo Giro d’Italia, evento ideato dal quotidiano milanese. Intanto spuntano il Guerin Sportivo (1912), Il Corriere dello Sport (1924) e le rubriche specifiche sui giornali nazionali. Fino ad oggi, però, la Rosa è stata la tribuna per le migliori firme del giornalismo sportivo italiano: da Lando Ferreti a Rino Tommasi, passando per Gianni Brera.
 
Dalla radio al mito - «…Schiavio entra in area, tira…ed è rete». La voce di Nicolò Carosio ai Mondiali di calcio del 1934 inaugura le radiocronache dell’Eiar. Durante il regime fascista il giornalista siciliano narra centinaia di gare e partite, mentre la radio e lo sport si diffondo tra le masse di ascoltatori. Nel Giro del 1940 Fausto Coppi, in maglia rosa, ha dolori alle gambe e vuole abbandonare la corsa. Gino Bartali torna indietro, si ferma vicino a Fausto e gli  mette la faccia nella neve. Coppi riparte e nasce il mito che fino agli anni del boom infiammerà l’Italia trasformando le cronache sportive in epica. 

 

La televisione lancia il calcio- I «quasi …gol» di Carosio traghettano il pubblico verso la televisione. È il 1954. Il nuovo mezzo di comunicazione attacca la radio che nel 1959 riparte in contropiede. Sergio Zavoli inventa Tutto il calcio minuto per minuto condannando le mogli italiane a trascorre lunghe domeniche in solitudine. Nel 1970  la tv sferra un altro colpo: la Rai trasmette Novantesimo minuto e le donne italiane si rassegnano. Negli ultimi quarant'anni il piccolo schermo e il calcio hanno conquistato i palinsesti settimanali e milioni di telespettatori pagano l’abbonamento a Sky per seguire la propria squadra. La società è cambiata. Murdoch vende lo sport e agli altri restano solo le briciole.

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