Topolino festeggia otto decenni. Il debutto il 18 novembre 1928 a New York
Ottant’anni e non sentirli: il compleanno del Topo più famoso del mondo
Da detective a giornalista, da idraulico ad apprendista stregone, un eroe che resiste al tempo, sempre con un occhio al “look”
Quando l’animatore e disegnatore Walt Disney propose ai distributori di Hollywood il suo nuovo personaggio Mortimer Mouse, nessuno lo prese in considerazione: un enorme topo umanizzato sullo schermo avrebbe fatto letteralmente scappare gli spettatori dal cinema. Ottant’anni dopo, l’inconfondibile profilo di quel topo dalle grandi orecchie è un simbolo noto in tutto il pianeta, vera e propria icona del mondo della fantasia.
Ottant’anni ben portati - Il 18 novembre 1928 Topolino si presenta al pubblico del Colony Theatre di New York pilotando un vaporetto musicale nel cortometraggio “Steamboat Willie”, parodia di un film di Buster Keaton. Ideato da Walt Disney, che gli presta anche la voce, e animato da Ub Iwerks, indossa per il momento soltanto un paio di pantaloni corti e ha un carattere decisamente vivace e dispettoso. Secondo la “leggenda”, Walt Disney concepisce il topo destinato a renderlo immortale durante un viaggio in treno da New York a Los Angeles, dopo essere stato “derubato” dalla Universal del suo personaggio – per il momento - di maggior successo, Oswald the Lucky Rabbit. Il nuovo eroe è ispirato a Oswald, ma ha le orecchie tonde e non a penzoloni, quindi è anche più facile da disegnare. Ub Iwerks ne modifica leggermente l’aspetto, e il gioco è fatto: il topo Mortimer, ribattezzato quasi subito Mickey Mouse su consiglio della moglie di Walt, è pronto a conquistare il mondo.

Un eroe versatile – Da quel momento Topolino ha avuto una vita intensa: è stato protagonista di film e fumetti, ha svolto i mestieri più diversi, dal giornalista all’idraulico, dal detective – l’eterna professione esercitata per diletto – all’apprendista stregone. Ha inaugurato parchi a tema, il primo dei quali in California, nel 1955, al fianco del suo “papà” Walt. Si è anche messo in affari, dando vita a un giro di merchandising che, tra fumetti e gadget, sfiora i 4 miliardi e mezzo di dollari l’anno. Ha “recitato” con Stanlio e Ollio (Babes in Toyland), e ha ricevuto persino un’onorificenza dalla Società delle Nazioni, nel 1934, come “simbolo universale di buona volontà”. Ha vinto un Oscar e si è guadagnato una stella sulla Walk of Fame di Hollywood Boulevard, in mezzo a Elton John e Jack Nicholson. Ottant’anni non sono pochi, e naturalmente ogni tanto è necessario qualche cambio di look. Così, Topolino indossa presto i guanti gialli (talvolta bianchi) e, come tutti i ragazzini che diventano grandi, abbandona le braghette corte per pantaloni lunghi e camicia. Anche gli occhi vengono ridisegnati: nel cartone del 1939 The Pointer lo spazio bianco intorno alla pupilla viene delimitato con una linea nera, per dare maggiore forza espressiva al personaggio. Proprio grazie alla costante attenzione alla moda e ai mutamenti sociali, Topolino si è tenuto al passo coi tempi. E ancora oggi, a ottant’anni suonati, non sembra affatto intenzionato ad abbandonare il palcoscenico.
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