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A Perugia e Spello fino al 29 giugno la mostra dedicata al pittore
Pintoricchio, il più grande dei sottovalutati
Ispirò una generazione di artisti ma fu sempre secondo al Perugino

di Samuele Amadori

Luccicano sui muri della Galleria nazionale dell’Umbria come se fossero state dipinte pochi giorni fa. Sono le opere del Pintoricchio, in mostra fino al 29 giugno nelle sale appena rinnovate della struttura espositiva. Colori abbaglianti, dettagli quasi iperrealisti: i gioielli e gli oggetti d’oreficeria, le ceramiche, i tessuti, i paramenti sacri, i libri miniati, intagli e tarsie lignee. Sembrano fotografati dall’artista perugino, la purezza formale del suo tocco ha pochi pari. Soprattutto se si considera che operò attorno al 1500, non in contemporanea a Edward Hopper.

Il Pintoricchio era meno famoso, meno considerato del divin pittore, quel Perugino così grandioso. Pintoricchio è un “nickname” che suggerisce la sua insignificanza fisica. E in parte la cosa riguarda anche la sua arte, per ciò che riguarda i critici coevi. Ma anche il Vasari lo considera un sopravvalutato. Eppure agli occhi di uno spettatore di oggi è ben chiaro che questo artista umbro era una superstar. La rassegna lo confronta ad altri nomi eccellenti di quella stagione: Bartolomeo Caporali, Sante di Apollonio, Fiorenzo di Lorenzo e il giovane Perugino.
Bernardino di Benedetto fu una guida per tutti questi, grazie a un tratto nuovo, un tratto che sa di Rinascimento e di nuova visione dell’arte.
L’esposizione monografica offre alla vista quasi tutte le opere mobili esistenti di Pintoricchio, alcune delle quali mai viste in Italia. Così il confronto sarà perfetto.

Ma la mostra dell’anno ha una doppia anima. C’è un intera sezione che si svolge nella Chiesa di Santa Maria Maggiore di Spello. La Cappella Bella è ricca di affreschi dell’artista, e per l’occasione è stato allestito un apparato illuminotecnico innovativo e un apparato didattico per raccontare le straordinarie immagini dipinte.
Alla Pinacoteca Civica è poi in corso un’esposizione delle arti minori che tanto ispiravano i racconti per le immagini del Pintoricchio.

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