Quattro Colonne    
 
Giornalismo e informazione alternativa (audio)
L’ Umbria nella Rete
Perugia-Gaza City, viaggio ai confini della rete (audio)
Una “piazza” al servizio dei cittadini

Ignorati dai giornali, superati da Facebook nel dar voce al territorio
Blog e Umbria: la rivoluzione può attendere

Ancora pochi i blogger che raccontano a fondo la regione

di Martino Villosio

Se l'ultima copia del New York Times verrà venduta nel 2043, il "Corriere dell'Umbria" in versione cartacea potrebbe sopravvivere persino più a lungo. Per le granitiche certezze di un profeta della rivoluzione via blog, il panorama umbro rischia di essere disorientante.  Da “Ternimania” a “SpoletoClick”, passando per “PerugiaNotizie”, i blog locali più attenti al territorio parlano delle città per segnalare eventi e iniziative. Fornire news sull’amministrazione. Stimolare l’interazione su quella piazza “virtuale” che per alcuni è destinata a sostituire, a livello locale, il bar e il campanile della domenica. Un nucleo ristretto di siti “di servizio”, invece di una pattuglia sterminata di cittadini pronti a denunciare inefficienze e a beffare sul tempo i media tradizionali.

Casi estremi – Certo ci sono i casi isolati. Quelli che lasciano percepire, Sotto forma di esempi estremi, il cambiamento rapido che investe mondo dell’informazione. Lo scorso ottobre i genitori di un bambino di quindici mesi, morto per aver ingerito del metadone, sono finiti su tv e giornali. Accusati di pesanti negligenze. Il nonno, docente universitario all’Università di Perugia, ha bypassato i media tradizionali pubblicando sul blog dei suoi studenti una verità diversa, che ha viaggiato on line fino a far piovere rettifiche. 
Il mondo universitario è stato sfiorato da un'altra vicenda, che  offre invece il destro a chi critica il caos disinvolto dell’informazione in blogosfera. Un gruppo di blogger, gli “Onesti del Gallenga”, ha preso di mira nei mesi scorsi la rettrice dell’Università per Stranieri di Perugia. Formulando accuse pesanti e rigorosamente anonime. La polizia indaga ancora oggi, dopo una denuncia contro ignoti, sui responsabili di un sito che nel frattempo è stato chiuso.
Un altro caso interessante è quello di “Perugia Shock”. Un blog creato e gestito da un giornalista inglese che scrive sotto pseudonimo. “Frank” parla solo del caso Meredith, la studentessa uccisa nel capoluogo umbro un anno e mezzo fa. I giornalisti locali, dal “Corriere” al “Giornale dell’Umbria”, monitorano costantemente il suo sito.

Arriva Facebook – Mentre i giornali su web, da “Umbria Journal” a “Spoleto on line”, sono una fonte preziosa di spunti per i quotidiani cartacei e le tv umbre, il mosaico dei blog è un po’ trascurato. “Per carenza di voci autorevoli”, è la risposta più comune. Le redazioni preferiscono perlustrare Facebook. Dove si moltiplicano i comitati di cittadini riuniti intorno a una causa comune. Dove nascono gruppi di sostegno a candidati politici. Che fanno sentire il blog, così giovane, già un po’ polveroso.

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