L’Inps ha registrato un aumento consistente delle ore autorizzate rispetto a gennaio 2008 Umbria, è boom di cassa integrazione Il direttore generale Cianchetta: «La situazione è preoccupante, manteniamo alta l’attenzione»
di Antonio Liotta
La crisi economica continua a mietere vittime nel tessuto economico e produttivo umbro, mettendo in seria difficoltà anche quelle piccole e medie imprese che per anni hanno concorso alla diffusione del made in Italy nel mondo.
I numeri dell’Inps - I dati sul ricorso alla cassa integrazione, infatti, dimostrano che la situazione sta diventando molto critica, soprattutto per le imprese attive nell’area industriale di Perugia e provincia. «Se confrontiamo le ore totali di Cig autorizzate dall’Inps a gennaio 2009 (263.300) con quelle relative allo stesso mese del 2008 (77.685) notiamo che si sono più che triplicate, con un incremento percentuale del 338,9%. Per questo siamo molto preoccupati». A parlare è Giampaolo Cianchetta, direttore regionale dell’Inps Umbria, l’ente che si occupa direttamente dell’autorizzazione e dell’erogazione delle ore di cassa integrazione, che garantisce al lavoratore l’80% della retribuzione complessiva.
Cassa integrazione ordinaria e straordinaria - «Tuttavia, al di là del dato generale - avverte Cianchetta - bisogna distinguere tra la Cig ordinaria, che è un normale presidio a tutela dei lavoratori quando l’azienda ha problemi temporanei, da quella straordinaria, che in sostanza è l’anticamera del licenziamento e che spetta a quelle imprese che si trovano in una situazione di ristrutturazione, riconversione, riorganizzazione o crisi aziendale. Mentre l’”ordinaria” ha registrato un aumento consistente, i dati al momento disponibili sulla “straordinaria” non sono ancora allarmanti, speriamo che le misure adottate riescano a tenere».
I settori più colpiti - Le piccole imprese in difficoltà sono soprattutto quelle del settore tessile, della ceramica, del legno e del comparto manifatturiero, per le quali non è prevista la tutela della Cig ma che, in virtù degli accordi presi a livello locale con istituzioni e sindacati, permettono l’erogazione di forme di Cig in deroga. «Grazie a questo strumento - sottolinea il direttore generale dell’Inps - anche le aziende con meno di 15 dipendenti hanno avuto una forma di tutela, che tra l’altro è stata estesa anche a nuove figure di lavoratori come gli apprendisti». L’Inps, dal canto suo, ha provveduto a potenziare i servizi dedicati agli ammortizzatori sociali, attraverso una riorganizzazione interna che ha messo a disposizione un maggiore numero di operatori specializzati nelle attività d’informazione, assistenza e consulenza rivolte sia agli imprenditori che ai lavoratori.
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