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Trecento gli usurati che si sono rivolti alla Fondazione Umbria
Crescono le vittime dell’usura
«La nostra è anche un'attività di prevenzione: aiutiamo chi non riesce a far fronte ai debiti accumulati» racconta una responsabile

di Benedetta Bidini

Tante storie diverse e nello stesso tempo simili. Con la stessa ansia e disperazione ad ogni scadenza, quando arriva il giorno di saldare la rata del prestito. Sono le storie degli usurati con cui ogni giorno entra in contatto la Fondazione Umbria contro l’usura. Realtà che hanno lo stesso inizio: credere di non avere alternative e rivolgersi all’usuraio sembra essere l’unica soluzione per avere subito e in fretta il denaro necessario. Un prestito però ad un tasso di interesse altissimo (che supera il limite stabilito dalla legge n.108 del 1996) e il debito cresce, si accumula e diventa impossibile saldarlo. 

La Fondazione - «Un fenomeno quello dell’usura - ci spiega una delle responsabili della Fondazione - che sta crescendo anche se ancora sono poche le persone che decidono di farsi aiutare e si rivolgono a noi». Una realtà sommersa, tante ancora le persone che per paura o per vergogna rimangono in silenzio.«Noi lavoriamo - continua- non solo con le vittime dell’usura, riconosciute tali da una decisione del tribunale ma svolgiamo anche un’attività di prevenzione. Si rivolgono a noi persone che hanno accumulato debiti e non riescono a saldarli». Tutte potenziali vittime, persone a rischio. «Il nostro aiuto consiste nel concedere garanzie bancarie e fideiussioni. Diventiamo una sorta di tutor e seguiamo la persona per 5 anni, per tutto il tempo del finanziamento concesso». Sono 1100 le persone che, bisognose di aiuti economici per far fronte ai debiti, si sono rivolte alla Fondazione; 300 gli usurati.

Le vittime - «Tra le persone che chiedono il nostro aiuto- spiega ancora la responsabile- ci sono dipendenti pubblici, impiegati, imprenditori ma anche pensionati e giovanissimi che hanno accumulato debiti dei più diversificati e variegati. Le vittime hanno un’età compresa tra i 25 e i 60 anni. La maggioranza sono italiani ma stanno aumentando gli stranieri che ci chiedono aiuto». L’associazione opera in tutta l’Umbria. Una rete che funziona principalmente attraverso il passaparola: usurati che portano altre vittime e che fanno conoscere, così, la fondazione. E se le richieste e le domande sono in aumento, gli interventi possibili sono però in diminuzione: mancano infatti i fondi. Le ultime tre finanziare non hanno previsto finanziamenti e aiuti.

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