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Quando il verde è all’ordine del giorno 
Per la prima volta al G20 in agenda anche la crescita sostenibile

di
Laura Sansavini e Susanna Lemma

Energia eolica e fotovoltaica, geotermica ed idroelettrica. Dai tetti delle piccole aziende alle case private, dagli edifici di interesse storico alle grandi aree urbane. Se l’economia globale sta vivendo una profonda recessione, il mercato delle energie rinnovabili sta stimolando sempre più l’economia. Da nicchia a settore chiave, oggi scommettere sul verde diventa sempre più un investimento a lungo termine e con profitti annunciati.

Europa verde - Sulle rinnovabili si fonda la strategia europea per aumentare l’efficienza e la sicurezza energetica del continente, diminuendo le emissioni che inquinano e contribuendo a surriscaldare il pianeta. Entro il 2020 infatti i 27 paesi comunitari porteranno al 20% la quota di fonti alternative utilizzate. Anche il vertice che si apre in questi giorni a Londra segna un passaggio importante. La riunione dei Grandi Venti infatti servirà per «indirizzare l’economia globale verso la crescita sostenibile». Per la prima volta all’ordine del giorno. L’idea di sostenibilità, nata nelle file ambientaliste, è sdoganata così dalla diplomazia internazionale. Finora non era mai successo che Europa, Stati Uniti e Cina si trovassero allo stesso tavolo concordi nel trovare soluzioni comuni all’allarme climatico lanciato dalla comunità scientifica.

Scenari possibili - Nel 2050 si stima una crescita sul pianeta dagli attuali 6,8 miliardi a 9 miliardi di persone. Secondo alcuni studi, solo per mantenere gli attuali livelli energetici dovremmo costruire l’equivalente di una centrale nucleare al giorno. In Italia i dati sono incoraggianti. I massicci investimenti fatti nel settore delle fonti alternative hanno registrato negli ultimi anni una crescita notevole. La più veloce è l’industria del fotovoltaico, che nel 2008 ha segnato un aumento del 170%. Dalle micropale eoliche alle tegole fotovoltaiche. La scommessa è nella ricerca e nelle nuove tecnologie che possano rendere, soprattutto nella vita quotidiana, il consumo sempre più “verde” e possibile.

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