Quattro Colonne    
 
Cronaca nera, prima notizia (audio)
La morbosità dentro ognuno di noi (video)
Nella palude della giustizia italiana (audio)
Quando i giornalisti sostituiscono i giudici (video)
Rischio spettacolarizzazione (audio)

La logica legata all'audience rischia di strumentalizzare la notizia di nera

Cronaca nera, la regina dei generi

I successi derivano dalla tradizione e dalla morbosità degli individui

di Francesco Trapanotto

Sempre e solo cronaca nera. Questa è l’accusa che spesso viene lanciata nei confronti dei tg e della carta stampata. Da un lato bisogna dire che la cronaca nera potrebbe rappresentare un indice di democrazia. Infatti, va ricordato che quando un dittatore sale al potere, una delle prime mosse è quella di eliminarla dai resoconti giornalistici.

Ma c’è anche da dire che la nera è un genere profondamente radicato non solo nelle preferenze del pubblico, ma nel mestiere stesso del giornalista. “Nulla è più misterioso del cuore umano” diceva Dino Buzzati.

Di cronaca nera si sono occupati al Festival del giornalismo prestigiose firme (da Fiorenza Sarzanini del Corriere della Sera a Massimo Martinelli del Messaggero, o ancora Sabina Castelfranco inviata Cbs in Italia), il criminologo Massimo Picozzi e l’avvocato Caterina Malavenda.

La morbosità insita in ognuno di noi crea un interesse particolare nelle storie che narrano i più efferati delitti. Oggi, poi, le logiche pubblicitarie che stanno attente all’audience tendono a spettacolarizzare tutti gli eventi, soprattutto quelli feroci. C’è il rischio, allora, di raccontare la cronaca nera in modo scorretto: facendosi prendere dal pathos o superare quel limite esistente tra sfera intima e interesse pubblico.

Raccontare o no i particolari che si conoscono, anche se non attinenti ai fini del processo? Nel libro “Politica e crimine”, il filosofo Hans Magnus Ezensberger ragiona sul nesso tra politica e criminalità, sostenendo che non si possono capire la politica, la società, la cultura italiana se non a partire dai grandi fatti di cronaca nera che hanno coinvolto gli italiani. E se per capire gli anni '60 e '70 ci vuole Vallanzasca, la vacuità della società odierna può essere ben rappresentata dall’omicidio di Garlasco o dal caso Meredith di Perugia. La cronaca nera fa vedere un pezzo di realtà, l’importante è farla bene.

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