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Nel codice etico dell’associazione una norma che prevede l’espulsione di chi non denuncia le estorsioni
Fuori da Confindustria chi paga il pizzo
Ivan Lo Bello conduce la battaglia degli imprenditori siciliani contro la mafiadi Andrea GerliVerso la fine del 2007 Confindustria Sicilia promosse un'iniziativa senza precedenti contro la mafia: l'espulsione immediata di tutti gli imprenditori che avessero pagato il pizzo o che non avessero denunciato gli estorsori. Ivan Lo Bello, leader allora come oggi della federazione siciliana di Confindustria, intraprese in prima persona questa lotta contro il racket del pizzo. Quarantaquattro anni, catanese, una laurea in giurisprudenza e presidente del Banco di Sicilia da maggio 2008, Lo Bello ha voluto inserire nel codice etico dell’associazione una norma che desse agli imprenditori un’importante indicazione sulle loro responsabilità nella lotta alla mafia. Anche nell’interesse delle stesse aziende, con un aumento considerevole di credibilità a livello commerciale, oltre che di potenzialità economiche e produttive. Questa battaglia sta dando i suoi frutti, come ci ha detto Lo Bello nell’intervista, ma occorre ancora far tanto per lacerare l’opprimente cappa della malavita che soffoca lo sviluppo economico delle imprese e della società.
>>> Ascolta l'intervista |
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