Il libro di Petra Reski sulla mafia è considerato il "Gomorra" tedesco
«Amo l'Italia, purtroppo»
La giornalista risponde alle minacce:«Non ho paura»
Era l’estate del 1989 quando Petra Reski, in vacanza sulle spiagge del Belpaese, comprese di essersi innamorata dell’Italia e degli italiani ascoltando un bagnino che spiegava al suo improvvisato auditorio balneare il sistema dei finanziamenti illeciti ai partiti e le storie di infiltrazioni e omicidi mafiosi. «Che strano Paese!» pensò allora la giornalista tedesca che oggi scrive per Die Zeit e che ha di recente pubblicato il libro “Mafia. Di padrini, pizzerie e falsi sacerdoti”, già ribattezzato come il “Gomorra” tedesco.
A causa di questa pubblicazione, che tratta della più grande organizzazione criminale tedesca…. la ‘ndrangheta calabrese!, la Reski ha ricevuto più volte minacce di morte, ma non si è lasciata intimidire. Parafrasando Pier Paolo Pasolini, la Reski dice di aver «amato gli italiani purtroppo» e in fondo di amarli ancora nonostante l’Italia si sia trasformata in un Paese impaurito e fermo.
Ma non potrebbe più vivere altrove. Né smettere di fare il suo mestiere, barattando la propria incolumità con la perdita della dignità umana e professionale. Perché in fondo, come disse Giovanni Falcone: «Chi tace e chi piega la testa muore ogni volta che lo fa, chi parla e chi cammina a testa alta muore una volta sola».
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