Intervista con Peter Gomez. Il Palazzo, le "cose siciliane", il cronista Mafia e politica. Se il giornalismo si fa complice Il dovere del giornalista, informare. Nei limiti del codice penale
di Anna Giuseppina Milan
I contatti, i favori, le complicità. I reati, gli ammiccamenti, le amicizie. Mafia e politica sono due mondi che procedono in parallelo e a volte si compenetrano per Peter Gomez, invitato al festival del giornalismo di Perugia a parlare dei temi che segue da più di 15 anni come giornalista.
Esperto di “cose siciliane” e autore di alcuni dei più importanti scandali sulla corruzione e le tangenti, Gomez scrive sull’Espresso e nel 2007 ha pubblicato “I complici” con Lirio Abbate, raccontando le complicità che hanno permesso a Provenzano di restare latitante per 43 anni.
Perché certe notizie si danno, altre no, a altre ancora solo in un certo modo? Come è possibile che le inchieste giornalistiche si trovino sempre più spesso in libreria e sempre meno in edicola? Quali sono i doveri e quali i limiti dei mass media nella lotta alla mafia? Il giornalista, per Gomez, deve prima di tutto fare le domande. Le risposte, prima o dopo, arrivano.
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