Quattro Colonne    
 
Caldo record. Blackout dietro l'angolo?
Clima, per l’Ipcc lo scenario è drammatico
Umbria, è emergenza siccità

Entro il 2100 la temperatura continuerà a crescere fino a 3 gradi
Il killer silenzioso di milioni di persone
Christian Aid lancia l’allarme: un miliardo di profughi a causa della siccità

di Caterina Proietti

Un miliardo di rifugiati. Lo scenario è apocalittico: la gente lotterà per una goccia d’acqua in più. Christian Aid, la più grande organizzazione di beneficenza che riunisce le principali chiese cristiane della Gran Bretagna, ha presentato a Londra l’ultimo rapporto sull’effetto della siccità in Africa intitolato Human Tide: The real Migration Crisis (La marea umana, la vera crisi della migrazione). Nelle conclusioni si stima che nel 2050 ci saranno milioni di persone costrette a lasciare la propria terra di origine a causa della siccità.

Una guerra annunciata - Secondo gli scienziati, nell'arco del secolo la temperatura media del pianeta si innalzerà di una media tra l' 1,8 e i 3 gradi centigradi a causa dei gas responsabili dell'effetto serra, prodotti dai combustibili fossili. Il surriscaldamento climatico sarà causa di allagamenti e carestia e metterà a
rischio la vita di milioni di persone, costrette a conflitti e a guerre civili per guadagnarsi la sopravvivenza. Un mondo con molti Darfur sta diventando un incubo sempre più reale - avverte Christian Aid - che ricorda il conflitto in Sudan occidentale, teatro, secondo l'Onu, di almeno 200 mila vittime e almeno 2 milioni di sfollati. E se queste ondate di persone attraverseranno i confini da un Paese all'altro, diventando una questione internazionale, molti altri non avranno i mezzi per lasciare i loro Paesi.

Occidente responsabile - Secondo l'organizzazione umanitaria, poiché l'occidente e' il maggior responsabile dell'inquinamento del cambio climatico, il mondo industrializzato dovrebbe anche assumersi l'onere di aiutare chi sarà maggiormente colpito dalle conseguenze, i poveri e gli svantaggiati. "Siamo convinti che la migrazione forzata sia la minaccia più urgente che il mondo in via di sviluppo sia costretto a fronteggiare", sostiene l'autore del rapporto, John Davison. "I dati di questa ricerca - commenta Paolo Dieci, direttore del Cisp (Comitato internazionale sviluppo dei popoli- mostrano una situazione drammatica di fronte alla quale governi, istituzioni, societa' civili devono agire immediatamente e incisivamente".

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