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Bacco si è fermato a Orvieto

Archivio > Paese che vai, vino che trovi

La Rupe vanta una tradizione vitivinicola plurimillenaria
Bacco si è fermato a Orvieto
Il legame indissolubile tra la città slow e il suo vino Doc

di Gabriele Martelloni


A guardarla dalla cima del masso tufaceo dove sorge la città, così garbatamente imponente, la campagna orvietana, con le pianure verdeggianti e i dolci pendii ricoperti di vigneti che ne modulano il paesaggio, sembra quasi un monumento dedicato a Bacco. I filari si susseguono disposti in serie parallele e ordinate, ognuno consacrato a una diversa varietà di uve. Qui ne raccolgono da sempre, da quando nel territorio s’insediarono, nell’ottavo secolo avanti Cristo, i nipoti dei Villanoviani: gli Etruschi. I Romani, che conquistarono la città nel 264 avanti Cristo, non interruppero mai la tradizione, oggi più viva che mai. A questi due popoli, che si sono combattuti ma che insieme hanno forgiato sia la città sia gli abitanti dell’antica Velzna poi ribattezzata Volsinii, è intitolata la strada del vino che passa per Orvieto e che rappresenta uno dei cinque itinerari enogastronomici più importanti dell’Umbria.

Il borgo e la storia. I molti scavi aperti nell’area inseriscono continuamente nuovi tasselli a una storia già densa e appassionante, come dimostrano il ritrovamento del Vaticano degli Etruschi e del porto romano di Pagliano. Il Duomo, la Fortezza dell’Albornoz e il Palazzo del Capitano del Popolo testimoniano invece l’importanza del borgo in epoca medievale.

Elogio della lentezza. A Orvieto, nel 1999, è stata fondata l’associazione internazionale “Cittaslow”, ispirata al principio di vivere secondo ritmi più lenti con maggiore attenzione alla qualità della vita. La kermesse del gusto Slow Food, che sulla Rupe si svolge ogni anno a ottobre e che propone degustazioni di vini locali nei luoghi più rappresentativi del borgo, è in qualche modo il simbolo di come Orvieto e i suoi vini siano legati a filo doppio.

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