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Bungee jumping: il brivido di lanciarsi nel vuoto legati ad un elastico
Cinque secondi in cui pensi di morire
Parla Alberto Pradella, perito della procura di Terni che si occupò del processo per la morte di due persone nel 2002
di Lorenzo Santorelli
“Sei sulla pedana, pronto per tuffarti, guardi di sotto e vedi rocce, alberi e quelli che si lanciano prima di te.. senti le grida che spariscono nella valle. In 175 metri ho fatto in tempo a prendere fiato ben tre volte per urlare..”.
In uno dei tanti forum dedicati agli sport estremi il bungee jumping rivela la propria essenza, non derubricabile a semplice sport ma riconducibile ad un’esperienza intima, a tratti mistica. “Sensazioni da brivido, un secondo dopo essermi buttata pensavo di morire, mi mancava il fiato. Poi sono arrivata giù e il cuore ha fatto come un balzo, stupendo.. è da provare non si riesce a descrivere”. Nato in Oceania nell’isola di Pentecoste come rito di iniziazione, praticato illegalmente in Inghilterra negli anni ’70 , in Italia il bungee jumping approda ufficialmente nel 1993 quando nasce il primo centro in provincia di Biella.
Palcoscenico per i lanci è il ponte di Veglio-Mosso, denominato “Colossus” per i suoi 152 metri di altezza. Dopo il tuffo si raggiunge una velocità media di cento chilometri orari, meno di cinque secondi ed il corpo viene rimbalzato per la prima volta dall’elastico. Una scarica di adrenalina che fino ad oggi hanno provato legalmente più di 60.000 persone, senza contare gli eventi itineranti organizzati lungo tutta la penisola che utilizzano gru e altre strutture mobili. Oltre a quello biellese c’era un centro di bungee jumping anche in provincia di Terni, prima che nel 2002 un uomo ed una donna perdessero la vita dopo essersi lanciati dal ponte Polino.
Se per Icaro fu fatale la vicinanza con il sole che sciolse la cera che lo teneva attaccato alle sue finte ali di piume, in questo caso la colpa è stata solo dell’imperizia umana. Alberto Pradella, fondatore del centro Bungee di Biella, durante il processo fu nominato perito dalla Procura di Terni. Nella intervista radiofonica ripercorre le fasi di quella tragedia e racconta come da allora sia cambiato il mondo del bungee jumping in Italia.
>>> Ascolta l'intervista
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