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Con il cuore in gola

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Rafting, freeclimbing e bungee jumping. Il rischio diventa passione
Con il cuore in gola
Gli istruttori: "Non sono discipline pericolose, ma una riscoperta del selvaggio"

di Benedetta Bidini



Attività di estrema difficoltà, ai limiti delle leggi fisiche e della sopportazione del corpo umano. È questa la definizione di sport estremo. Un fenomeno in ascesa che sta conquistando sempre più appassionati, anche in Umbria che con i suoi fiumi e le sue vette è la meta ideale per chi vuole riscoprire il contatto con la natura e con il proprio corpo. Perché è proprio questo, secondo chi pratica rafting o freeclimbing, il segreto. E non il rischio e il pericolo che anzi, sempre secondo istruttori e praticanti, è ben lontano da questi sport che sono diventati attrazioni per turisti, adatti a tutti, grandi e piccoli e quindi svolti in massima sicurezza. Basta la giusta attrezzatura e una preparazione idonea per ridurre al minimo il rischio. Anche se non sempre è possibile evitarlo. Come è successo nel 2002 in provincia di Terni dove l’elastico è costato la vita a due persone.

Il fascino dell’adrenalina - Chi decide di scendere per torrenti, di arrampicarsi sulle rocce o di provare il vuoto lo fa per scoprire la natura e il selvaggio. Ma non solo. È il fascino del rischio e dell’imprevedibile la vera spinta: la scarica adrenalinica, il brivido lungo la schiena, il cuore in gola. Sensazioni forti e completamente diverse rispetto agli sport più tradizionali. E soprattutto la volontà di sfidare i propri limiti e il proprio corpo. Secondo la sociologa Raffaella Ferrero Camoletto è proprio questa la chiave di lettura. Il rafting, il bungee jumping, il down hill non sono altro che espressione di un nuovo fenomeno di costume che ha portato alla rottura della concezione stessa di attività sportiva. Si cerca l’esperienza del limite, la sfida con se stessi e con il proprio corpo.

Non solo gusto per l’estremo - Tra i nuovi sport, esplosi negli ultimi anni, ci sono anche discipline meno “pericolose” come il soft-air. Non una e vera e propria attività sportiva ma piuttosto una gioco di ruolo. Sono tantissimi gli appassionati che, armati di divise e elmetti, si danno appuntamento nel fine settimana per simulare battaglie


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