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Consumare meno per vivere meglio, anche in futuro (audio)

Archivio > Umbria e Bil

Pane e yogurt fatti in casa e riduzione del consumo energetico
Consumare meno per vivere meglio, anche in futuro
Uno stile di vita all'insegna della "decrescita felice"

di Valeria Radiconcini

Erano gli anni ‘70 quando il professore dell’università Vanderbilt di Nashville, Georgescu Roegen propose di pensare in economia come in fisica: le materie prime, come l’energia, si degradano ogni volta che vengono riutilizzate e un loro ennesimo impiego diventa sempre più complicato.
Con il passare degli anni e il problema del riscaldamento globale sempre più pressante, accademici e non hanno fatto proprio questo punto di vista, sono nati gruppi e movimenti con lo scopo di diffondere un diverso concetto di sviluppo, non più legato ai classici indicatori economici come il PIL, prodotto interno lordo.

Aumentare i consumi non significa automaticamente vivere meglio quindi, lo sostiene l’economista francese Serge Latouche e ,in Italia, Maurizio Pallante, fondatore e presidente del Movimento Decrescita Felice, nato formalmente nel dicembre del 2007.
Compriamo veramente cose di cui abbiamo necessità? E’ questa la domanda chiave che secondo Maurizio Pallante e i sostenitori del Movimento Decrescita Felice dovremmo porci nel momento degli acquisti. Perché decrescere significa consumare meno, ma non rinunciare a una buona qualità di vita.

“La decrescita è la scelta di cosa produrre, quanto produrre e come produrre ciò che si decide di produrre” spiega Pallante, specificando che crescita del Pil, prodotto interno lordo, e qualità di vita non sono per forza collegati e che il benessere passa anche attraverso esperienze e attività alle quali non si può attribuire un preciso valore economico. Produrre, vendere e comprare meno non sono sempre sintomi di una economia in declino, anche se periodi di recessione e crisi economica vedono proprio ridurre i consumi delle famiglie e un calo del Pil in punti percentuali. “Tra crisi economica e decrescita - precisa il fondatore del Movimento Decrescita Felice – c’è lo stesso rapporto tra due persone che non mangiano. Una perché non ha da mangiare e l’altra fa una dieta. La prima non compie una scelta e vede peggiorare le sue condizioni di vita, la seconda compie una scelta per migliorarle”.


AUDIO

Intervista a Maurizio Pallante,
fondatore del movimento "Decrescita felice"

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