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Archivio > Dal campo al supermercato, secondo natura
I dati del Ministero della Salute indicano una crescita delle irregolarità
Contro la contraffazione per il made in Italy
Il lavoro dei NAS a tutela del patrimonio alimentare nazionale
di Giuseppe Lisi
Toccano il portafoglio o la salute. Ma sono sempre frodi. E tra le più pericolose, perché mettono a rischio oltre all'integrità fisica delle persone, anche quel marchio del made in Italy che ha fatto scuola in tutto il mondo. La contraffazione alimentare può essere declinata in tanti modi, ma riguarda sempre il cibo che ogni giorno portiamo sulle nostre tavole.
Alterazione, adulterazione, sofisticazione e contraffazione: sono i termini che si usano per indicare le diverse modalità di frode alimentare. L'alterazione consiste nella modifica, spesso dovuta
ad un'inadeguata conservazione, della composizione del prodotto alimentare, tale da intaccare le caratteristiche nutrizionali dello stesso. L'adulterazione è la variazione, non dichiarata, dei componenti di un prodotto alimentare. Queste frodi tendono a variare la qualità stessa del prodotto alimentare. La sofisticazione e la contraffazione mirano invece alla commercializzazione. La sofisticazione consta nel sostituire alcuni ingredienti del prodotto con altri di minor pregio, mantenendo il prezzo uguale, mentre la contraffazione nel far apparire un prodotto alimentare dotato di caratteristiche diverse rispetto a quelle che possiede realmente.
Per contrastare la crescita di questo fenomeno criminale, dal 1962 l' Arma dei Carabinieri ha creato, in accordo con il Ministero della Salute, i Nuclei Anti-sofisticazione (NAS). In particolare il loro compito riguarda il controllo degli alimenti, indipendentemente da quali essi siano, il controllo sull'igiene e sulla sanità pubblica, sulla sanità marittima e il controllo di profilassi. I dati riferiti al 2009 riferiscono che i NAS hanno effettuato 34.675 ispezioni, con più di undicimila prodotti esaminati a carico di oltre ventimila operatori. Le infrazioni penali contestate sono state quasi cinquemila, mentre quelle amministrative 18.000. Il valore della merce sequestrata si attesta intorno alle 125 milioni di euro. Ma il dato più preoccupante è che questo tipo di reato è in esponenziale aumento. Taroccare il made in Italy sta diventando un affare lucroso. Mantenere un occhio vigile sulla sicurezza di quel che mangiamo è il nostro dovere.
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