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Archivio > Con il cuore in gola
Pochi i rischi, molti i benefici: il free climbing giova alla salute e non solo
Corde, chiodi e vino buono
“Il piacere di stare in compagnia, cercando nuove pareti da risalire”
di Giorgio Specchia
Nel 2003 la celebre rivista statunitense Forbes pubblicò la lista dei “ten healthiest sports”, la classifica dei dieci sport più salutari. In questa particolare graduatoria l’arrampicata sportiva figurava al terzo posto, preceduta solamente da squash e canoa; il nuoto, comunemente considerato lo sport completo per definizione, era solo quarto.
Tutte le classifiche sono in qualche modo discutibili ma, come conferma Carlo Baccarelli, istruttore perugino della Federazione Arrampicata Sportiva Italiana, per poter praticare questa attività a livello agonistico bisogna effettivamente avere una preparazione fisica completa: «Come un centometrista che allo stesso tempo deve fare i cinquemila siepi o la mezza maratona: perché noi dobbiamo fare in modo che il nostro corpo sia in grado di adeguarsi ad ogni parete».
La passione per questo sport non nasce unicamente dai benefici per la salute: il piacere di stare in compagnia, di praticare un’attività indubbiamente faticosa ma che allo stesso tempo permette di scoprire e vivere paesaggi mozzafiato, è la ragione che spinge gli alpinisti a cercare sempre nuove pareti da scalare: «L’importante è cambiare posti, scoprirne di nuovi e conoscere gente: il piacere è proprio questo».
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