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Archivio > Una buona notizia allunga la vita
Intervista a Milena Gabanelli. Report: ascolti su per la good news
"Così si raccontano gli onesti"
"Alla gente interessano le inchieste, ma soprattutto le cose che funzionano"
di Mario De Pizzo
Milena Gabanelli conduce Report, programma d’inchieste giornalistiche in onda su Rai Tre.
E’ considerata una fustigatrice del malcostume italiano. Scova intrighi e mette a nudo intrallazzi.
Il suo programma offre spesso un quadro fosco del nostro Paese, ma la trasmissione dedica sempre uno spazio ad una “buona notizia”.
Le abbiamo fatto qualche domanda proprio su questo argomento.
A cosa servono le buone notizie?
La funzione della buona notizia non è quella di rasserenare, ma quella di incentivare e far conoscere al resto del Paese chi fa il proprio dovere, senza fare cose straordinarie. Oggi chi compie il proprio dovere è considerato un eversivo. Il Paese è sorretto da una cultura d’illegalità che sta contaminando quello che c’è di buono. Per questo le buone notizie sono importanti.
Report raggiunge spesso il picco d’ascolti quando lei racconta la buona notizia. Un’amministrazione efficiente o in generale, qualcosa che funzioni. Come lo spiega?
La gente si appassiona alle buone notizie. I telespettatori non cambiano canale al momento della buona notizia. Magari, dopo aver ascoltato cose terribili, si può trovare anche liberatorio ascoltare qualcosa di positivo. Poi è chiaro che un programma d’inchieste si costruisce sulla denuncia. Altrimenti non è inchiesta ma altro, semmai un documentario.
La miglior buona notizia che ha dato?
Beh, in tanti anni ne ho date molte. La più recente è questa. In un comune della provincia di Milano, tutte le persone che cercavano casa si sono messe insieme per costruirla da soli. Il Comune ha dato il terreno. Gli inquilini, supervisionati da un architetto e un geometra, nel tempo libero si offrono come manodopera. E questa è una cosa bella.
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