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Commercio e turismo: il doppio volto degli appuntamenti fieristici
Fiere, biglietto da visita della regione
Intervista a Lazzaro Bogliari, presidente di Umbriafiere
di Laura Corsi
Eventi commerciali, momenti di valorizzazione del sistema produttivo, strumenti di marketing ma non solo: le fiere in Umbria sono anche un traino per il turismo. Ne abbiamo parlato con Lazzaro Bogliari, presidente di Umbriafiere S.p.A., Ente Fieristico Regionale.
Presidente, che influenza hanno le fiere sul turismo umbro?
«Le fiere sono un importante veicolo di turismo in Umbria, perché i visitatori spesso colgono l’occasione per soggiornare qualche giorno nella regione, recarsi nei luoghi turistici e degustare i prodotti locali. Questi eventi, dunque, hanno un ritorno e un indotto importante a livello turistico. Recentemente abbiamo affidato alla Facoltà di Economia dell’Università di Perugia, un’indagine finalizzata proprio alla conoscenza dei dati esatti relativi all’indotto, diretto e indiretto, che la nostra attività genera per l’economia umbra».
Come si colloca Umbriafiere nel panorama fieristico regionale?
«Umbriafiere è il primo centro fieristico della regione, nonché l’unico riconosciuto. Ogni anno organizziamo circa 10 fiere, di portata regionale e interregionale, alle quali partecipano più o meno 350.000 persone. Alcuni di questi eventi sono di nostra diretta organizzazione, altri invece sono realizzati da società terze. Come complesso, inoltre, siamo un punto di riferimento per il centro Italia, dove mancano poli fieristici importanti. O meglio, ce ne sono alcuni nelle Marche e in Abruzzo ma, pur essendo più grandi del nostro, sono meno attivi. Umbriafiere, inoltre, ha il vantaggio di trovarsi in una posizione strategica, in quanto facilmente accessibile sia dalle principali arterie stradali, sia dal vicino aeroporto».
Quali sono i principali eventi fieristici in Umbria?
«Per quanto riguarda il nostro centro, abbiamo un calendario che comprende diverse manifestazioni: Agriumbria (fiera del comparto agrozooalimentare), Umbriasposi, Vitae (rassegna dedicata al tempo libero, alla qualità della vita e al turismo del benessere), Assisi Antiquariato, Expocasa, Expoelettronica, Expotecnocom (dedicata alle tecnologie e ai prodotti per il rinnovamento degli esercizi commerciali), Exporegalo, Internazionale cinofila, Mostra Auto e Moto d’Epoca. Ci sono però altre manifestazioni, legate soprattutto ai prodotti tipici dell’Umbria, che vengono organizzate nei luoghi di riferimento di tali prodotti. Questi eventi non hanno a che fare con Umbriafiere ma, come noi, hanno il merito di contribuire a valorizzare e a far conoscere la regione. Mi riferisco, ad esempio, alla Fiera del Cavallo di Città di Castello, alle fiere del tartufo di Norcia, Città di Castello, Gubbio e Valtopina e a tante altre manifestazioni locali».
Qual è la fiera che attrae il maggior numero di visitatori?
«Exporegalo, cioè la fiera natalizia, è la più visitata. La più grande, però, è Agriumbria che ogni anno conta circa 65.000 presenze, provenienti da tutto il Paese. La fiera, oltre ad essere una delle maggiori in Italia in questo settore, è anche una festa, perché rappresenta un momento di incontro per il mondo agricolo umbro e nazionale».
La crisi economica ha colpito l’attività fieristica?
«Non ancora, anche se le previsioni dicono che la crisi vera e propria si farà sentire tra aprile e settembre 2009. In genere però, in momenti come questi gli imprenditori tendono a investire in immagine e promozione partecipando a questo genere di eventi. Se poi ciò non succede, allora significa che la crisi è davvero grave».
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