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Gli etruschi, signori dell'Umbria che fu

Archivio > Umbria archeologica

La necropoli di Orvieto, eccellente testimonianza di un popolo antico e glorioso
Gli etruschi, signori dell'Umbria che fu
Bellezze archeologiche lungo il massiccio di tufo su cui è arroccata la città

di Lorenzo Materazzini

«Costruita su un alto piedistallo di tufo con i fianchi tagliati a picco». Guido Piovene, giornalista vicentino nella sua celebre opera Viaggio in Italia, si riferiva con queste parole ad Orvieto, cittadina della bassa Umbria caratteristica, appunto, perché ubicata sopra un gigantesco sperone di tufo, particolare che la rende unica. A tal proposito, è significativo rilevare come questa città non sia mai stata dotata di mura, nemmeno in epoca medievale, nonostante la felice posizione - a cavallo tra Umbria e Lazio - la rendesse un fiorentissimo centro commerciale, e di conseguenza, ambito bottino per i popoli invasori.

Anche gli Etruschi si erano accorti dell'ottima posizione della città, tanto è vero che studi molto approfonditi collocano Orvieto nei pressi del Fanum Voltumnae, il più importante santuario federale dell'Etruria, dedicato al dio Voltumna, presso il quale, ogni primavera, si riunivano i capi della Lega di tutte e dodici le città etrusche.
I resti della presenza etrusca ad Orvieto, riscoperti per lo più in anni recenti, sono assolutamente interessanti: due necropoli, una sul versante nord della rupe, l'altra dalla parte opposta, dalle quali sono stati ritrovati un gran numero di reperti archeologici, attualmente custoditi all'interno del cittadino museo Faina.

Al momento solo una necropoli è visitabile, ed è la Necropoli di Crocifisso del tufo, che prende il nome da un crocifisso cinquecentesco scolpito nel tufo e conservato in una cappella sottostante la zona di San Giovenale. Si tratta di una cittadella di circa settanta tombe tufacee a camera singola, di cui solo una parte visitabile, con una planimetria regolare e strade impostate su assi ortogonali. La datazione è stata stabilita tra il VI e il III secolo avanti Cristo. Particolarmente interessanti sono le iscrizioni in alfabeto etrusco incise sull'architrave di ogni tomba, che riportava il nome della persona o delle persone in essa seppellite.

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