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La strada del vino porta nelle cantine di Giano dell'Umbria

Archivio > Paese che vai, vino che trovi

Una piccola cantina a conduzione familiare per un prodotto di alta qualità certificata
La strada del vino porta nelle cantine di Giano
Un percorso enogastronomico tra cultura e territorio

di Maria Grazia Lombardi

Siamo nella zona centro-meridionale dell’Umbria, tra i villaggi intorno a Montefalco. Qui cresce il vitigno del Sagrantino, giunto nel medioevo dall’Asia Minore e trapiantato in Umbria, grazie ad alcuni frati francescani.

In questa zona i produttori di vino si sono uniti in un consorzio di tutela già nel 1981, allo scopo di trainare le cantine del territorio verso alti standard di qualità dei loro prodotti. Obiettivo raggiunto nel 1992, quando il Sagrantino di Montefalco ha ottenuto la denominazione di origine controllata e garantita (docg). D’allora la produzione di questo vino è cresciuta fino a toccare i due milioni di bottiglie l’anno. Alcuni maldestri tentativi di imitazione sono falliti grazie all’Accordo di Lisbona, un protocollo sottoscritto da 60 paesi del mondo allo scopo di proteggere le denominazioni d’origine dei rispettivi Stati.

I Sagrantino è una produzione di nicchia. La qualità e il legame con il territorio sono i maggiori punti di forza. Ecco perché l’associazione “strade del Sagrantino” ha organizzato un percorso turistico enogastronomico che passa attraverso i borghi dove si trovano le cantine, con l’obiettivo di far conoscere il vino locale ma anche le terre in cui nasce, con i suoi castelli, le sue rocche e le bellezze naturali.


Ne abbiamo parlato con il titolare della cantina “Moretti Omero” di Giano dell’Umbria e con Mauro Colonna, presidente dell’associazione “Strade del Sagrantino”.

Ascolta l'intervista

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