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Archivio > Piazza Fontana e gli anni di piombo
Emerse anche le infiltrazioni dei servizi segreti stranieri grazie agli studi del professor Zaslavsky
"La strage è l'inizio degli anni di piombo"
Il senatore Pellegrino spiega il significato storico dell'attentato di quarant'anni fa a Piazza Fontana
di Giuseppe Lisi
Misteri d'Italia che dopo quarant'anni attendono ancora una risposta. La strage di Piazza Fontana resta un enigma di difficile soluzione e crocevia di uno dei periodi più bui della storia nostrana: gli anni di piombo, il rischio di una guerra civile, le infiltrazioni dei servizi segreti sovietici e americani nella nostra politica, nell'ottica della Guerra Fredda e di un probabile terzo conflitto mondiale.
Dal 1990 sino al 2001 una commissione d'inchiesta parlamentare ha cercato di eliminare il velo di segreti e di mistero che avvolge ancora l'attentato alla Banca dell'Agricoltura. "Per tutti gli anni 60 c'è stato un accumulo di tensione - ha detto l'ex presidente della commissione, senatore Giovanni Pellegrino - che ha spinto frange estremiste, sia di destra che di sinistra, ad attrezzarsi in previsione di un imminente colpo di stato, come era stato in Grecia". Per Pellegrino, seguendo l'indagine fatta in quegli anni, la strage non ha ancora trovato i suoi esecutori materiali, ma la verità storica è stata accertata: "L'estremismo di destra decise in quel momento di portare il livello della lotta politica più in alto - continua Pellegrino - ma il risultato fu anche di 'chiamare alle armi' gli esponenti del terrorismo rosso che fino a quel momento non avevano ancora fatto vittime".
Durante le indagini si è potuto anche accertare la presenza dei servizi segreti stranieri, in particolare Kgb e Cia, in Italia. Il professor Victor Zaslasvky, scomparso improvvisamente proprio in questi giorni, ha studiato per anni le infiltrazioni dell' ex Unione Sovietica in Italia, la connessione tra il Pci e l'Urss. Ci ha rilasciato un'ultima intervista, nella quale ha raccontato proprio questi legami e l'esperienza, in qualità di esperto, nella Commissione parlamentare: «Le penetrazioni di elementi del Kgb in Italia, come in altre nazioni, sono stati accertati, anche se, purtroppo, gli archivi di stato sovietici non sono stati ancora aperti». Molto del lavoro è stato possibile anche grazie alla scoperta, fatta negli scorsi anni, del Dossier Mitrokhin, in cui erano elencati gli infiltrati del Kgb in Italia.
Il segreto è ancora lontano dall'essere svelato, e forse non lo sarà mai, ma, dopo quarant'anni, la Storia è ora in grado di dare qualche risposta.
AUDIO
Intervista a Giovanni Pellegrino
AUDIO
Intervista a Victor Zaslavsky
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