Menu principale:
Archivio > Paese che vai, vino che trovi
A Montefalco due aziende producono il vino da decenni
La vite è bella
Le storie di Fongoli e Caprai, piccole e grandi cantine
di Francesco Musi
Il Montefalco rosso, quello bianco, il Sagrantino. Vini che identificano un luogo. Originariamente la località era conosciuta con il nome di Coccorone. Fu Federico II di Svevia, secondo la tradizione, a darle il nome attuale nel XIII secolo dopo aver notato il gran numero di falchi presenti nell’area. Ma oggi ciò che più colpisce è l’enorme mole di vigneti e uliveti. Salendo su per la collina ci si imbatte in decine e decine di cantine.
La famiglia Fongoli produce il vino da circa 70 anni. Oggi Angelo e la moglie Letizia hanno ereditato l’azienda del bisnonno Decio. Accanto a loro, altri cinque dipendenti: quattro lavorano in vigna, uno in cantina. Quando si dice “azienda a conduzione familiare”. Ventisette gli ettari di vigna, ottantamila le bottiglie realizzate ogni anno.
I numeri della “Arnaldo Caprai” sono invece quelli della grande impresa: 70 dipendenti, 130 ettari di vigna, 800.000 bottiglie l’anno. Nel 1971 comincia l’avventura di Arnaldo Caprai, imprenditore tessile, nel mondo della vite. Oggi è il figlio Marco a condurre l’azienda. Le botti di ferro hanno sostituito in gran parte quelle di legno, ma l’aria gelida delle cantine è quella di sempre.
Guarda la fotogallery
Articoli correlati
Paese che vai, vino che trovi
Bacco si è fermato a Orvieto (fotogallery)
Colture nel rispetto della natura (fotogallery)
Il lento scorrere del borgo più vivibile al mondo (fotogallery)
Il nettare degli dei (audio)
La città dove scorre il vino (audio)
La strada del vino porta nelle cantine di Giano dell'Umbria (audio)
La vite è bella
“Il Sagrantino di Montefalco non è inferiore a nessun vino” (audio)