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Archivio > Piazza Fontana e gli anni di piombo
Le stragi negli anni di piombo, da Piazza Fontana alla stazione di Bologna
di Lorenzo Santorelli
CRONOLOGIA
12 dicembre 1969 Milano. Alle 16.37 nella sede della Banca nazionale dell’Agricoltura di piazza Fontana esplode un ordigno contenente sette chili di tritolo: 17 morti e 88 feriti. Le indagini, guidate dal commissario Luigi Calabresi, inizialmente seguono la pista anarchica. In seguito emerge il coinvolgimento degli ambienti dell’eversione nera legati a frange deviate dei servizi segreti. Dopo un lungo iter giudiziario, nel 2005 tutti gli imputati vengono assolti.
22 luglio 1970 Gioia Tauro (Reggio Calabria). Nei pressi della stazione ferroviaria deraglia il treno direttissimo Palermo-Torino: 6 morti e 66 feriti. Le indagini non arriveranno mai ad accertare i colpevoli ma i giudici definirono come “la più probabile” l’ipotesi dell’attentato dinamitardo.
31 maggio 1972 Peteano (Gorizia). Tre carabinieri, avvertiti da una telefonata anonima, restano vittime di un attentato esplosivo causato da un ordigno nascosto in una Fiat 500. Molti anni dopo le indagini portano all’arresto di due neofascisti, svelando l’appoggio dato dall’Msi di Almirante che fu rinviato a giudizio per favoreggiamento e poi amnistiato.
17 maggio 1973 Milano. Si è appena conclusa una cerimonia di commemorazione per la morte del commissario Calabresi all’interno dei locali della questura di via Fatebenefratelli, quando scoppia una bomba che causa 4 morti e 45 feriti. L’attentatore, Gianfranco Bertoli, è un anarchico con un passato da collaboratore dei servizi segreti. Anche due appartenenti a Ordine Nuovo vengono indagati per strage, ma nel 2004 la Cassazione conferma l'assoluzione. La strage rimane senza mandanti.
28 maggio 1974 Brescia. Durante una manifestazione sindacale contro il terrorismo nero organizzata in piazza della Loggia, una bomba nascosta dentro un cestino esplode causando la morte di 8 persone e 94 feriti. Dopo due processi con assoluzione, nel 2008 vengono nuovamente rinviati a giudizio 5 appartenenti ad Ordine Nuovo ed un ex generale dei Carabinieri.
4 agosto 1974 San Benedetto Val di Sambro (Bologna). Una bomba esplode sull'espresso Roma-Brennero “Italicus”: 12 morti e 44 i feriti. L’attentato viene rivendicato da Ordine Nuovo ma i colpevoli non sono stati ancora individuati.
16 marzo 1978 Roma. In via Fani il presidente della Democrazia Cristiana Aldo Moro viene rapito dalle Brigate Rosse. Durante l’agguato vengono uccisi i due carabinieri che viaggiavano con lui e tre poliziotti dell’auto di scorta. Moro si stava recando in Parlamento dove il nuovo governo Andreotti avrebbe chiesto la fiducia. Dopo 55 giorni di prigionia che divisero l’Italia tra trattativisti e intransigenti, il suo cadavere fu ritrovato il 9 maggio in via Caetani in una Renault rossa.
2 agosto 1980 Bologna. Alle 10.25 un ordigno nascosto dentro una valigetta esplose nella sala d'aspetto della stazione ferroviaria, provocando 85 morti e oltre 200 feriti. Dopo una lenta e nebulosa vicenda giudiziaria, vengono condannati tre terroristi neofascisti appartenenti ai Nar come esecutori materiali mentre l’ex capo della loggia P2 Licio Gelli e tre appartenenti al Sismi per depistaggio delle indagini.
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