Metti un giorno a pranzo…

Tempi e costi del break all'italiana

«Dove si va a pranzo oggi?» Dalle scrivanie alle impalcature, dalle officine ai negozi, intorno alle 12.30 tutti i lavoratori si pongono la stessa domanda. Gli italiani scelgono come mangiare secondo due criteri: risparmio e tempo a disposizione. Gli studenti hanno più scelta: mense, tavole calde o panini fai-da-te. Ci sono poi i più fortunati che, abitando vicino all’università, possono rientrare a casa e cucinare tra una lezione e l’altra. Gli operai hanno tempi limitati: molti approfittano della mensa aziendale ma chi ha voglia di variare si concede un kebab. Sale il reddito e l’etnico diventa chic e, chi può, passa un’ora al sushi bar. Risparmio garantito, invece, per chi la pausa pranzo decide di saltarla in palestra.

I costi della pausa – Mangiare in ristoranti o tavole calde può costare fino a 262 euro al mese, circa 12 euro al giorno. Questo il costo di un menu base, composto da primo, mezza minerale, dessert e caffè, calcolato dalla Federconsumatori. Nel 2001 si spendevano circa 5 euro per lo stesso pranzo. Secondo un recente rapporto Censis-Coldiretti, l’80% degli italiani dichiara di mangiare fuori casa. Se si considerano solo i giovani il dato sale al 93%. Trattorie e fast food, secondo la ricerca, offrono nuovi territori del gusto e possono rappresentare una trasgressione alla dieta abituale. Ma non tutti possono permetterselo. Per risparmiare c’è chi porta uno spuntino da casa (panino, insalata o pasta fredda) oppure approfitta della mensa sul luogo di lavoro. Sempre più quelli che mangiano in piedi: per un tramezzino e un caffè si possono spendere di media 3 euro. Il risparmio è assicurato ma la salute, a lungo andare, ci rimette.
Il consiglio dell’esperta – «Riacquistare equilibrio e variare tutti i giorni». Secondo Maria Gabriella Colao, responsabile servizio igiene degli alimenti e nutrizione dell’Asur (Azienda sanitaria unica regionale) di Fabriano, è importante sedersi e mangiare con calma durante la pausa. «Pranzi fugaci danno una sensazione di leggerezza quando in realtà il rapporto calorico di panini e tramezzini farciti con salse è più alto rispetto ad un piatto di pasta». La raccomandazione è quella di variare ogni giorno: «Alternare un primo di pasta ad un secondo di carne o pesce sempre accompagnati da verdure e frutta».

Giorgia Cardinaletti e Antonio Zagarese

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