Italia, dal bianco e nero al “tricolore”

Il Risorgimento attraverso gli occhi dei grandi registi

Rivivere gli anni del Risorgimento attraverso le immagini di film che hanno fatto la storia del Paese. Passioni e valori di un popolo che rivendica la sua sovranità vissuti nei volti e nelle espressioni di tanti personaggi.

I protagonisti dell’Unità d’Italia interpretati dai protagonisti della storia del cinema. Un intreccio di parole che delinea con quanto interesse registi e sceneggiatori si siano dedicati nel tempo ad un momento così delicato della storia d’Italia. «Perché siamo noi, quel periodo ci racconta», dice Luigi Magni che ha diretto varie pellicole sul tema. O anche perché, secondo i fratelli Taviani «gli italiani non conoscono la loro storia».

Fotogrammi che restano impressi nella mente dello spettatore che a sua volta si proietta verso un’epoca di battaglie vere e di slanci patriottici. Da “Allonsanfàn” dei fratelli Taviani a “Noi credevamo”, la più recente tra le pellicole sull’argomento diretta da Mario Martone. E ancora “Senso” di Luchino Visconti,  “1860, i mille di Garibaldi” di Alessandro Blasetti e “Bronte: cronaca di un massacro” di Florestano Vancini. Anche Dario Argento, noto ai più per le atmosfere horror piuttosto che risorgimentalI, si è dedicato all’insurrezione antiaustriaca ne “Le cinque giornate di Milano” del 1973. Di queste pellicole e altre ancora, alcune immagini inedite sono visibili nella photogallery.
L’Italia che cerca l’indipendenza: «Se vogliamo che tutto rimanga com’è, bisogna che tutto cambi», dice Alain Delon nei panni di Tancredi nel “Gattopardo” di Visconti prima di arruolarsi tra i garibaldini. Film storico che contribuì però alla crisi della Titanus, la casa di produzione della pellicola, per le enormi spese sostenute per la realizzazione.

A centocinquanta anni dall’Unità d’Italia, tra polemiche e celebrazioni, intervengono sul tema autori che hanno viaggiato nel tempo. Luigi Magni e il suo popolo sovrano nella lotta contro la sopraffazione, Paolo Taviani e l’importanza che ha avuto il cinema, un «cinema senza retorica», nel raccontare il Risorgimento e gli ideali garibaldini.

Giorgia Cardinaletti è nata a Fabriano il 23 aprile 1987. Vive a Perugia da quattro anni. Si è laureata in Lettere indirizzo storico all'Università degli Studi di Perugia. Ha collaborato con "Il Giornale dell'Umbria" e con "Piacere Magazine". Praticante giornalista della Scuola di giornalismo radio televisivo di Perugia.
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