Umbria, altro che medioevo!
L'arte contemporanea approda nella terra dei santi
È proprio il caso di dirlo: chi tanto e chi niente. Se si pensa al patrimonio artistico che l’Umbria di oggi eredita dai secoli passati, il nostro “tanto” è davvero sterminato. Più curioso, però, è forse constatare che nella terra di San Francesco l’arte si esprime anche con la lingua dei nostri giorni; e che la nostra regione, con la sua aria d’altri tempi, si concede anche esperienze artistiche sperimentali, forse (per ora) meno popolari degli affreschi di Giotto ma non meno interessanti.
Il coraggio del nuovo — Gli spazi in cui si può scoprire l’Umbria contemporanea sono fuori dal tempo in cui siamo abituati ad immergerci passeggiando per viuzze e piccoli borghi; eppure, conservano un legame profondo con il territorio d’appartenenza. Questi luoghi hanno spesso storie diametralmente opposte, ma nascono sempre dal coraggio di poche menti illuminate, il più delle volte incomprese, che hanno saputo osare un po’ più in là. I sogni di questi pionieri li hanno fatti rincorrere suggestioni lontane, ma senza mai perdere il contatto con le proprie radici.
I templi moderni: gli ultimi nati — Ecco allora quattro esempi di quelle “officine” di un’arte che precorre e che osa, tutti nati tra il 2007 e oggi. Sono il Centro italiano d’arte contemporanea di Foligno, che espone periodicamente le opere dei migliori artisti del nostro tempo; Palazzo Collicola di Spoleto, dove la tradizione si incontra con la modernità; la Galleria Miomao, angolo perugino dedicato al mondo del disegno e del fumetto; il Caos di Terni, dove l’arte si declina in tutte le forme del contemporaneo. A completare il panorama, non poteva mancare un piccolo viaggio nel mondo della formazione del giovane artista di oggi, fuori e dentro l’Accademia. Sono spazi nuovi o radicalmente rinnovati, spesso frutto di scelte radicali, pronti a fare una scommessa sul proprio futuro. Sono “contenitori” diversissimi fra loro, ma con caratteristiche comuni: il bisogno di affermare la propria identità, e il desiderio di lasciare il segno.
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