Perugia fra droga, criminalità e crisi del commercio

I perugini già due volte in piazza per denunciare lo stato di abbandono della città

Perugia sta morendo. Questo è il monito di residenti, commercianti e studenti del capoluogo umbro che hanno aderito al movimento “giulemanidalcentro”, guidato da Marco Lapenna. Lo scopo è quello di sensibilizzare le istituzioni sul tema del degrado del centro storico. Viabilità, spaccio di droga e chiusura dei negozi  i principali problemi individuati dai cittadini, che già due volte sono scesi in piazza per manifestare il loro disagio.

La crisi del commercio – Gli esercenti perugini, già fortemente colpiti dalla crisi economica, lamentano un progressivo spopolamento del centro storico che ha portato a una riduzione della loro clientela. I saldi della stagione invernale non hanno portato i guadagni sperati anche a causa della chiusura al traffico del centro durante il sabato. Giuseppe Capaccioni, vicepresidente della Confcommercio, sostiene che dovrebbero essere apportate modifiche al sistema dei trasporti locale. Inoltre i prezzi dei parcheggi e delle corse dei mezzi pubblici dovrebbero essere ridotti per poter incentivare i perugini a recarsi in centro per gli acquisti.

La questione dei trasporti -  L’assessore alla Mobilità Roberto Ciccone difende l’operato dell’amministrazione comunale affermando che il Comune ha deciso di chiudere il minimetrò durante la notte a causa del rumore che questo provoca in zone ad alta densità abitativa.  L’assessore spiega che con un biglietto di corsa unica si possono utilizzare diversi mezzi e che il Comune sta comunque lavorando per abbassare le tariffe delle corse singole.

Il problema della droga – Claudia Covino, responsabile del Sert di Perugia, spiega che già a 13 anni i giovani provano droghe e che le sostanze maggiormente consumate sono cocaina ed eroina. Le strade del centro storico stanno diventando sempre di più ricettacolo di spacciatori e i residenti sono esasperati da questa situazione. Ottocento tossicodipendenti sono in cura al Sert, il doppio della media italiana. Perugia vengono vendute ogni giorno 6 mila dosi per un giro d’affari che sfiora i 40 milioni di euro l’anno.

Diana Benedetti è nata a Foligno nel 1983. Sangue umbro ma carta di identità bolzanina, si è laureata in Studi internazionali a Trento con una tesi sul PCI. Praticante presso la Scuola di Giornalismo di Perugia. Segni particolari:passione smodata per il rock.
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