Biomasse a Spoleto, continua il braccio di ferro tra ambientalisti e istituzioni
L'ultima conferenza dei servizi ha dato il via definitivoLa costruzione di tre impianti a biomasse a Madonna di Lugo sta accendendo il dibattito tra i cittadini di Spoleto. E la discussione tra chi è d’accordo e chi si oppone dura da più di un anno. Nell’ultima riunione della commissione tecnica (così come riportato dal Giornale dell’Umbria) due professori di Perugia hanno affermato che le centrali, volute dall’azienda Coricelli, non inquineranno. Secondo i due docenti le emissioni nell’atmosfera saranno inferiori ai livelli massimi previsti dalla legge. Posizione non condivisa, anzi criticata dalle associazioni ‘Italia Nostra’, Legambiente e dal comitato “Rifiuti Zero”, che chiedono di bloccare l’iter.
Gli ambientalisti sono contrariati soprattutto dal comportamento delle istituzioni, che a loro dire hanno operato all’insaputa della cittadinanza. Alcuni attivisti si sono lamentati perché nessuno li ha messi a conoscenza delle ultime due conferenze dei servizi, con le quali si è conclusa la procedura di autorizzazione. Per protesta, i cittadini hanno disertato l’ultima riunione della commissione tecnica. Il sindaco, temendo violente contestazioni, aveva richiesto la partecipazione delle forze dell’ordine. Invece non è successo nulla. In loro rappresentanza le associazioni hanno delegato un avvocato che ha letto un comunicato dai toni duri.
Una storia complessa, fatta di burocrazia e proteste. Il portale Umbria24 ricostruisce la storia in questi termini: si tratta di realizzare alcuni impianti all’interno del sito produttivo della Coricelli spa che attraverso la combustione di oli vegetali produrranno calore ed energia per 950kw ciascuno. Esistono tre progetti identici per caratterizzazione e potenza; per realizzarli i proponenti si sono limitati a presentare al Comune di Spoleto le Dichiarazione di inizio attività (Dia). E’ un iter abbreviato che agevola la realizzazione di impianti di una potenza inferiore ai 1 megawatt. L’escamotage delle tre pratiche fu approvato dagli uffici tecnici e i lavori per la costruzione degli impianti partirono i primi di gennaio. Salvo poi arenarsi qualche settimana dopo, quando una nota stampa di Legambiente ne diede notizia, sollevando un vero e proprio vespaio.






