Musei d’impresa, fabbriche di cultura

Moda, design, gastronomia: i prodotti che raccontano il Made in Italy. E l’Italia

Dai cavalli a dondolo alle scarpe (griffate) di mamma e nonna: la quotidianità presente e passata possono essere richiamate da oggetti di ogni tipo. I musei d’ impresa rappresentano un modo diverso di  attraversare la storia, al crocevia fra industria e cultura. Lo sanno bene le 50 aziende affiliate a «Museimpresa», associazione nata nel 2001 con l’aiuto di Assolombarda e Confindustria. In ogni parte d’Italia, ormai, esistono realtà aziendali che promuovono la cultura d’impresa e, inevitabilmente, quella del territorio in cui si trovano.

“Fabbricare” la storia - I prodotti industriali possono incrociare la strada dell’arte: per il settore della moda questo è particolarmente vero. Il Museo Salvatore Ferragamo è stato uno dei primi ad aprire in Italia, nel 1995. Con sede a Firenze, è nato da una  mostra allestita a Palazzo Strozzi per conservare e ricostruire la storia del suo fondatore. Oggi è uno spazio espositivo in piena regola: lo scorso maggio è stata inaugurata «Ispirazioni e visioni», mostra temporanea nell’ambito della quale, fino a marzo 2012, saranno esposti o modelli di scarpa più creativi realizzati dallo stilista.

Non solo moda –  Avendo una visione d’insieme dei musei d’azienda si potrebbe ricostruire gran parte della storia italiana “con la s minuscola”, quella fatta di abitudini, normalità, tendenze. Non sono solo le grandi case di moda, come Ferragamo e Gucci, ad aver inaugurato i loro musei aziendali. A Como esiste il «Museo del cavallino a dondolo», dove la Chicco ha raccolto pezzi di ogni epoca, anche non di sua produzione. E’ invece un vero e proprio museo d’impresa quello della Piaggio di Pontedera, che ricostruisce le vicende legate all’azienda. Ma nei mezzi esposti, dalle vespe alle locomotive, qualsiasi italiano può riconoscere alcuni dei ricordi più presenti nella sua mente.

Dalle cucine alla tavola – Il museo Alessi di Crusinallo di Omegna, a Verbania, ricostruisce la storia dell’oggetto domestico. Vi si trovano i prototipi realizzati dall’azienda: un po’ come entrare nelle case italiane in decenni diversi, frugare nei cassetti e osservare l’evoluzione del design industriale. La cultura del museo d’impresa è più diffusa in Italia centro – settentrionale che nel Meridione. Fa eccezione il museo Amarelli di Rosano, dove la storia della famiglia Amarelli si incrocia con quella della coltivazione della liquirizia, dal ‘500 uno dei sapori più tipici del territorio calabrese.

 

 

Nata a Genova il 29/07/1985, si è laureata nel 2010 in scienze politiche presso la facoltà “Cesare Alfieri” di Firenze (laurea magistrale). Ha collaborato con le testate locali fiorentine “Metropoli Week” e “Il Reporter”. Attualmente è giornalista praticante presso la Scuola di Giornalismo Radiotelevisivo di Perugia.
Ilaria Esposito
Ilaria Esposito
Leggi tutti gli articoli di - Ilaria Esposito
Ilaria - email

Leggi anche:

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>