Calcioscommesse, lo scandalo si allarga

Questa mattina 17 nuovi arresti. In manette anche l'ex-capitano dell'Atalanta Cristiano Doni

Avrebbero guadagnato milioni di euro truccando partite di serie A e B. Così 17 persone sono state arrestate questa mattina dalle squadre mobili di Cremona, Brescia e Bologna. Tra loro ci sono anche giocatori in attività, come l’ex capitano dell’Atalanta Cristiano Doni, già sospeso dopo il primo filone dell’indagine sul calcioscommesse di quest’estate. L’operazione costituisce, infatti, la seconda tranche dell’inchiesta della procura di Cremona ‘Last bet’, che a giugno di quest’anno ha portato in carcere 16 persone tra cui l’ex giocatore della Nazionale Beppe Signori.

Da Singapore agli stadi italiani – Secondo gli investigatori, i calciatori sarebbero stati l’ultimo anello di una catena che partiva da Singapore e arrivava fin nei nostri stadi, riscostruita nel dettaglio sul Corriere della sera. In sintesi si tratterebbe di un’organizzazione transnazionale, con vertice in Asia e basi operative nell’Europa dell’Est, che si muoveva per alterare le partite dei campionati italiani. A capo un certo Eng Tan Seet, detto ‘Dan’, che coordinava le puntate su siti internet asiatici, ritenuti più sicuri contro eventuali controlli sulle giocate. A fare in modo che la partita si concludesse con il risultato stabilito ci avrebbero pensato i giocatori.

Il tentativo di fuga – Quando la polizia ha bussato alla sua porta, Cristiano Doni avrebbe cercato di raggiungere il garage e scappare, come riferisce La Gazzetta dello Sport. Il giocatore è ritenuto responsabile della combine di almeno tre incontri del campionato di serie B dell’anno 2010-11 della squadra nerazzurra, assieme a Antonio Benfenati (gestore di uno stabilimento di Cervia) e all’ex preparatore atletico del Ravenna, Nicola Santoni. Nella scheda del’ex capitano dell’Atalanta, pubblicata da Lettera43, si legge di un calciatore di successo che era già stato sospeso per tre anni dalla giustizia sportiva perché coinvolto nella prima fase dell’indagine. ‘Una macchina del fango’, così Doni aveva definito l’inchiesta del pm di Cremona Roberto Di Martino, che aveva già duramente compromesso la sua immagine.

Inquinamento delle prove – Le manette sono scattate quando gli inquirenti si sono accorti che le scommesse non si erano interrotte dopo gli arresti di questa estate. L’ultima denuncia è arrivata dopo la partita di Coppa Italia Cesena-Gubbio del 30 novembre scorso, quando ad un giocatore della squadra umbra sarebbero stati offerti 200 mila euro. Ad aggravare la situazione di Doni l’accusa di aver tentato di alterare le prove a suo carico. Su la Repubblica.it, si legge di come l’ex atleta della Nazionale avrebbe, infatti, pagato parte della parcella dell’avvocato di un altro indagato, Nicola Santoni, per il timore che questi parlasse agli inquirenti. Il giocatore avrebbe tentato inoltre di manomettere lo smartphone di Santoni, sequestrato l’estate scorsa, cambiandone la password con un computer.

Giustizia sportiva – Mentre aumenta il numero delle partite sospette la giustizia sportiva cerca di non rimanere ai margini dell’inchiesta. Il procuratore federale Stefano Palazzi starebbe già lavorando al nuovo capitolo di uno scandalo che si allarga sempre più. Alla lista delle partite falsate potrebbero aggiungersi almeno altri 20 incontri di cui probabilmente 3 di serie A. Le partite sotto osservazione sarebbero Brescia-Bari, Brescia-Lecce e Napoli-Sampdoria, su cui sono in corso ulteriori accertamenti.

Nata a Benevento il 25 Febbraio del 1985, vive a Perugia. Si è laureata in Media e Giornalismo alla Facoltà di Scienze Politiche di Firenze. Dopo aver collaborato con Terra, Gli Italiani e Altrabenevento, e dopo lo stage presso la Rai Corporation e GoodNews Broadcast negli Stati Uniti, è ora giornalista praticante presso la Scuola di giornalismo radio televisivo di Perugia. Ha vissuto per un anno e mezzo a New York.
Eleonora Mastromarino
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