Prossima fermata: Terra di nessuno
Viaggio al centro dell’incuria quotidiana delle stazioni ferroviarie
Regione che vai, stazione che trovi. Se il grado di civiltà di un luogo si dovesse misurare con lo stato delle stazioni ferroviarie, di certo l’Umbria non avrebbe una pagella molto benevola. Questo nonostante la forte vocazione turistica che rende la regione meta di molti visitatori provenienti da tutto il mondo.
I problemi principali non sono limitati solo alle piccole stazioni di paese, ma colpiscono quelle dei due capoluoghi e di Foligno. Quest’ultima costituisce uno degli snodi principali della regione e quindi è evidente come sia necessario fare fronte ad una situazione che sta diventando ingestibile. Nella stazione di Fontivegge le forze dell’ordine devono lottare tutti i giorni per contrastare lo spaccio di droga e le risse fra bande rivali che si contendono il territorio, composte soprattutto da extracomunitari. Non va meglio a Ponte San Giovanni : la stazione è decisamente carente di infrastrutture che possano garantire la sicurezza dei viaggiatori ed è l’incuria a farla da padrone. Anche in questo caso sono state tante le denunce dei pendolari che tutti i giorni sono costretti a percorrere questa tratta per motivi di studio o di lavoro.
Ma non sono solo i viaggiatori a temere per la loro incolumità: anche il personale Trenitalia si sente abbandonato dalle Forze dell’Ordine. I dipendenti del settore ferroviario denunciano quotidianamente le pessime condizioni nelle quali devono lavorare. Di notte la Polfer è pressoché assente e nei deposito spesso si trovano persone che cercano un accampamento di fortuna e carrozze danneggiate dai vandali. Chi lavora nelle stazioni è spesso oggetto di aggressioni da parte di violenti e numerosi sono stati i casi di molestie sessuali denunciati da ragazze impaurite. Senza un adeguata presenza delle forze di Polizia anche i ferrovieri si sentono impotenti e incapaci di aiutare i viaggiatori in caso di pericolo.
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