Grecia, la notte porta consiglio: in arrivo aiuti per 130 miliardi

Atene allontana lo spettro-default. Ma si sottomette al controllo della Troika

Volti tirati, ore di tensione, la svolta finale. Il dramma greco torna in scena a Bruxelles dove diciassette ministri dell’eurogruppo si sono incontrati per decidere sull’erogazione del secondo pacchetto di aiuti ad Atene, dopo i 110 miliardi di euro già stanziati nel 2010. Il nuovo programma prevede l’arrivo di 130 miliardi, oltre a rinunce dei creditori privati possessori di titoli di stato greci per 107 miliardi. Una boccata d’ossigeno che scongiura il rischio default in occasione della prossima scadenza del 20 marzo – quando la Grecia dovrà rimborsare 14,5 miliardi – e dovrebbe ridurre il rapporto fra debito pubblico e Pil dall’attuale 160% a poco più del 120% (comunque ben al di sopra dei parametri previsti dal Trattato di Maastricht).

I punti del patto – Sono le cinque di mattina quando il presidente dell’eurogruppo, Jean-Claude Juncker, elenca i principali punti dell’accordo: come evidenzia Repubblica, la Grecia potrà beneficiare degli aiuti solo a patto di rinunciare di fatto alla propria sovranità. Osservatori della Troika, ossia del terzetto Ue, Banca centrale europea e Fondo monetario internazionale, si stabiliranno in modo permanente ad Atene per controllare l’effettiva realizzazione del programma di tagli e riforme essenziale per il risanamento. Secondo La Stampa, si tratta di una vittoria dei «falchi del Nordeuropa», Germania e Olanda in testa, «che non si fidavano più delle promesse della politica greca».

Le reazioni politiche – Il Corriere riporta il sollievo generale espresso dai vertici europei: se Mario Monti si è detto soddisfatto per un’Europa che «è anche in grado di funzionare», il presidente della Bce Mario Draghi insiste sulla necessità di monitorare da vicino l’attuazione delle riforme promessa da Atene. Anche il premier greco, Lucas Papademos, si è detto molto soddisfatto del piano di aiuti e sicuro «che il governo che si insedierà dopo le elezioni (previste per il prossimo aprile) sarà ugualmente impegnato a rispettare appieno il programma, perché è nell’interesse del popolo greco». Il New York Times riporta anche il cauto ottimismo dell’ex premier ellenico George Papandreou, secondo cui i sacrifici dei cittadini saranno ricompensati.

Scetticismo e paura – Ma il consenso non è unanime: in Germania lo Spiegel evidenzia lo scetticismo degli economisti sull’effettiva possibilità di salvare Atene. Secondo il settimanale tedesco, che già alla vigilia del vertice aveva significativamente titolato «Fermate il prestito da 130 miliardi!», il pacchetto di aiuti serve solo ad allungare l’agonia greca e fa gli interessi delle élites economico-finanziarie, più che quelli del popolo. E se il quotidiano francese Libération sottolinea la disponibilità del Fondo monetario internazionale a partecipare agli aiuti, il Guardian lascia le poltrone della politica per scendere fra le strade di Atene e registrare lo sgomento e la rabbia della popolazione: «la bancarotta è inevitabile – spiega un impiegato ateniese – e tutti questi sacrifici saranno inutili. In futuro la situazione finanziaria sarà ancora più disastrosa di adesso».

Claudia Bruno è nata a Brindisi. Ha studiato Lettere a Bari e conseguito un Master in Media Relations a Milano. Ama leggere, scrivere, viaggiare, osservare il mondo e raccontarlo.
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