L’anomalia umbra del mercato del lavoro

Occupazione superiore alla media, ma mantenere il posto sembra un’impresa

Lievi segnali positivi in un mercato che risente fortemente della crisi economica. Questa in sintesi è la fotografia che l’Istat fa del lavoro in Italia, analizzando i dati dei primi nove mesi del 2011. Qualche numero: gli occupati crescono dello 0,7%, una variazione tendenzialmente positiva rispetto allo stesso periodo del 2010. Un moderato recupero anche per la cosiddetta “industria in senso stretto” (attività edilizia e opere pubbliche), visibile dal primo trimestre del 2011.

L’incremento tendenziale dello 0,8% (+38.000 unità) riguarda soprattutto le imprese di medie dimensioni. Il numero dei disoccupati invece, dopo i primi due trimestri in calo, registra un aumento del +1,9% pari a 36.000 unità e l’incidenza della disoccupazione di lunga durata dal 50,1% del terzo trimestre del 2010 al 52,6% dello scorso anno.

Il mercato del lavoro in Umbria – Sempre nel terzo trimestre, la crescita occupazionale regionale si attesta al +1,4% (372.000 unità), una percentuale maggiore rispetto al dato nazionale. Sono, infatti, 5.000 le unità in più rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Tuttavia il rapporto dell’Osservatorio regionale sul mercato del lavoro parla di un aumento del numero di persone in cerca di lavoro. Aumenta anche la cassa integrazione che per le grandi imprese umbre è tra le più elevate del Paese. Mentre il dato nazionale, secondo l’Inps, parla di una contrazione della richiesta di cassa integrazione del 20,1%. Il caso della Faber di Fossato di Vico è solo l’ultimo esempio. Dietro la faccia di un’azienda solida si nascondono voci e storie di chi, pur vivendo una situazione di precarietà, continua ad andare avanti.

Dibattiti e incentivi – La cassa integrazione non è l’unico problema. In questi giorni di confronto tra Governo e parti sociali torna alla ribalta il tema dell’articolo 18. Quali potrebbero essere le ricadute in una regione dove la maggior parte delle aziende è a conduzione familiare o con pochi dipendenti? Il dibattito tra le tre principali sigle sindacali e Confindustria è animato anche a livello regionale. Le istituzioni regionali e gli enti di categoria in questo quadro negativo non stanno a guardare: bandi, riqualificazione e contributi. Una “rete di solidarietà” contro la crisi per difendere, in tutti i modi, il posto di lavoro.

Francesco Cutro è nato a Roma il 25/06/1985, vive a Potenza. Si è laureato in Scienze della politica e dei processi decisionali alla facoltà di Scienze Politiche “Cesare Alfieri” di Firenze. Giornalista pubblicista. Praticante presso la Scuola di giornalismo di Perugia.
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One Response to “L’anomalia umbra del mercato del lavoro”

  1. [...] Cinque giornalisti della Scuola di Perugia sono andati a indagare cosa succede nel mercato del lavoro umbro. Coordinati da Francesco Cutro hanno scoperto che nella piccola regione dell’Italia centrale l’occupazione è superiore alla media, ma mantere il posto sembra un’impresa. [...]

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