Il Messico bagnato dal sangue

La guerra tra cartelli della droga sconvolge il Paese dal 2006

Il bilancio, molto probabilmente sottostimato, della guerra tra cartelli che si sta combattendo in Messico sarebbe di oltre cinquantamila morti negli ultimi cinque anni. Si tratta del conflitto mondiale più violento tra quelli in atto. L’escalation è cominciata nel 2006 quando il presidente Felipe Calderon ha schierato l’esercito per arginare la violenza dei narcos. Interi stati del Messico, che il primo luglio andrà al voto per scegliere il suo nuovo presidente, sono controllati dai cartelli della droga. La popolazione è sottomessa e le forze di polizia spesso agiscono al soldo dei boss. La mattanza non risparmia neanche giornalisti, bloggers e attivisti. Il Messico è uno dei paesi più pericolosi al mondo per gli operatori dell’informazione, dal 2000 ad oggi ne sono stati uccisi più di 80.

 

Ha 26 anni ed è laureato in Scienze politiche a Perugia dove vive e frequenta la scuola di giornalismo radiotelevisivo. Tra i suoi interessi la politica, la green economy e lo sport.
Riccardo Milletti
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