Perugia: la lotta al degrado parte dalla bottiglia
Al via da venerdì il provvedimento 'anti-alcol'. Prevista una stretta anche sulla prostituzione di strada
La guerra alla criminalità e al degrado di Perugia si intensifica con la cosiddetta ordinanza “anti-alcol”. Da venerdì 6 aprile scattano infatti le nuove norme comunali in virtù delle quali, in centro, non si potrà più bere dopo l’una e mezza di notte, mentre alla stazione di Fontivegge già a mezzanotte. Il Messaggero dell’Umbria parla di «un’infelice cappa, che unirà il centro storico a Fontivegge». Per la vendita in lattine e bottiglie di vetro «il divieto parte alle ore 20 e dura fino alle 6 del mattino». Il Giornale dell’Umbria apre invece sul provvedimento gemello di quello sugli alcolici, il cosiddetto “anti-prostituzione”: «Chi viene beccato a contrattare con le lucciole rischia 450 euro di multa»; Umbria24 offre l’elenco delle aree urbane interessate dal provvedimento, mentre sulla Nazione è possibile trovare il resoconto completo della seduta del consiglio comunale.
Ripartire dai bagni – Parlando di contrasto al degrado non si può non citare la riapertura dei servizi igienici della stazione ferroviaria di Fontivegge. I bagni, martoriati più volte da atti di teppismo, erano stati aperti l’ultima volta il 7 ottobre scorso, ma solo per 60 minuti. Tanto impiegò infatti una banda di vandali a devastare completamente i locali. In questi mesi non sono mancate le polemiche per la durata dei lavori di restauro, fino al felice epilogo: i servizi igienici sono stati ufficialmente riaperti.
Questione sicurezza – Delle stazioni di Perugia, del degrado civile e urbano delle zone limitrofe, si è occupata anche la Scuola di giornalismo. Paola Cutini e Giulia Serenelli hanno parlato della pericolosità, soprattutto di notte, della fermata di Ponte San Giovanni, mentre Raffaele Cappuccio e Luca Cesaretti hanno descritto Perugia (e la sua stazione di Fontivegge) come “frazione del Bronx“.
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