Dadi, carte e miniature: come ci si sfida attorno a un tavolo
Dai giochi classici a quelli storici, a vincere è la passione
«Ogni venerdì ci incontriamo qui, a volte siamo una decina, a volte molti di più. Ognuno porta un gioco, si sceglie e incomincia la gara». Norma di Marcoberardino, 22 anni di Chieti, ci fa da Cicerone nel negozio di Perugia dove, una sera a settimana, si raccolgono gli appassionati di giochi da tavola. Appuntamenti fissi cui si aggiungono le innumerevoli ore passate a giocare in casa con i propri amici perché – continua Norma – «per molti di noi è soprattutto un modo di stare insieme, una forma di aggregazione che permette un contatto diretto con l’altro. Per questo attira tanta gente: c’è il piacere di ritrovarsi, qualcosa di ben diverso da quello che si può provare giocando da soli davanti allo schermo di un computer».
Tornei e manifestazioni – In Italia sono migliaia le persone che si districano fra scatole e modellini, disposte a spendere in media dai 30 ai 90 euro per un gioco, cui vanno aggiunte eventuali espansioni per livelli più complessi. Non mancano poi fiere a tema: tra le più gettonate, Modena Play, Lucca Comics and Games e San Marino Con. Anche Perugia ospita manifestazioni dedicate alla materia: ad organizzarle, l’associazione “Giocaperugia”, nata nel 2010 per iniziativa di un gruppo di amici. «Le attività sono le più varie – spiega il presidente, Alessio Lupi – e destinate a tutte le età. Non esiste un giocatore tipo: è una passione che accomuna ragazzini, studenti, lavoratori e famiglie».
Se entra in campo la storia – C’è poi la sfera in cui il divertimento si incrocia con lo studio: è il campo dei giochi storici o in 3D, che riscoprono il passato e fanno rivivere le battaglie più celebri. Come racconta Stefano Giombino, appassionato del genere, «è un hobby che richiede grande dedizione e cura per i dettagli. Alla base c’è un interesse per la storia: i giocatori conoscono le divise degli eserciti dell’epoca e le dipingono fedelmente sui soldatini. Poi decidono le strategie militari, dispongono gli eserciti e calcolano la gittata di ogni arma». L’attività ludica sconfina quindi nel modellismo e nel collezionismo. «È affascinante l’idea – continua Giombino – che si possa portare sul campo Napoleone con il suo esercito per la battaglia di Waterloo, magari facendogliela vincere. Non è difficile, basta evitare i suoi stessi errori». Elementare, Watson.
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