Giochi di società: vincere è bene, stare insieme è meglio

Da quelli di carte alle battaglie sui plastici; dal Softair ai ''multigiocatore di ruolo online''

Giochi di società. Molti i mezzi, un unico fine: divertirsi coi propri amici, stare in compagnia e conoscere altri appassionati. Da quelli giocati con carte speciali (e ben più complessi e costosi di una briscola o un tressette) a quelli virtuali; dalle battaglie combattute sui plastici, con splendide miniature dipinte a mano, alle guerre dal vivo, simulate nei boschi, dove saettano proiettili (di gomma, naturalmente).

Riscrivere Waterloo – Siamo andati nei luoghi di ritrovo degli appassionati di giochi. Incontri settimanali, tornei, manifestazioni, fiere a tema. Internet e il pericolo d’alienarsi dietro lo schermo di un computer soccombono al piacere di stare in compagnia, di persona, guardandosi negli occhi. Un gioco da tavolo costa in media dai 30 ai 90 euro, ma il divertimento che regala vale sicuramente la spesa. Molti “fanno sul serio”, così da ricreare, con un plastico, la campagna di Waterloo, sede della celebre battaglia del 1815. Vincerla, giocando la parte di Napoleone, non ha prezzo. Dal passatempo all’idea imprenditoriale il salto è breve. Così abbiamo intervistato chi è passato dal tavolo da gioco al bancone di un negozio specializzato, facendone un lavoro a tempo pieno.

Strisciando nel bosco – C’è chi preferisce un bosco, al chiuso di una stanza. È il caso del militaresco Softair. Un gioco di gruppo che, negli ultimi anni, ha conosciuto un vero e proprio boom di appassionati. Si sceglie il terreno di gioco (spesso si “noleggia” un bosco privato, vicino Perugia ce n’è uno a Valtopina), si stabilisce l’obiettivo (ad esempio conquistare una collina, o scortare un finto ostaggio) e che la guerra abbia inizio. Divise, binocoli, bussole, torce tattiche, mirini laser e fucili, sul campo di battaglia è meglio scendere ben equipaggiati. Unica differenza con una guerra reale sono i proiettili delle armi: rigorosamente di gomma o riempiti di vernice, per segnare chi è stato colpito. A fine giornata anche i caduti tornano a casa contenti.

Dal castello alla pizzeria – Muovere sullo schermo il proprio avatar virtuale, destreggiarsi fra i mostri, salire di livello. Lo scopo dei MMORPG (giochi multigiocatore massivi di ruolo online) è questo,  ma non solo. Trovare amicizie vere, dopo anni di chiacchierate in chat e centinaia di ore spese assieme, è quasi inevitabile. Da soli, seduti davanti al computer anche per otto ore consecutive, l’alienazione è dietro l’angolo. Per scongiurare il pericolo molti fanno il salto di qualità: dai mondi fatati della realtà virtuale, abitati da elfi, nani e orchi, a un bel raduno in pizzeria; gustando, oltre al cibo, il sapore pieno delle persone in carne e ossa.

I giochi di società più famosi nell’infografica in basso:

 

Roberto Morelli
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