Baluba e zulù: l’Italia divisa dagli stereotipi

Cosa unirà il Paese secondo Pino Aprile, giornalista del Sud, cresciuto a Nord che ora vive al Centro

Terroni e polentoni, scansafatiche i primi e incapaci di godersi la vita i secondi. Le parole simbolo di un’Italia, che a 150 anni dalla sua unità, è ancora divisa da stereotipi e luoghi comuni. I piemontesi falsi e cortesi, i liguri spilorci, i campani furbi e opportunisti, i toscani caratteracci e superbi, i romani rozzi e spocchiosi, i siciliani omertosi, i sardi testardi. Ce n’è per tutti, ma per qualcuno di più. Almeno questo è quanto sostiene Pino Aprile, giornalista e scrittore di ‘Giù al sud’ e ‘Terroni’, due libri dedicati ad affrontare la cosiddetta ‘questione meridionale’ e il rapporto dei cittadini del Sud con i fratelli del Nord.

La stampa che divide - “Il pregiudizio lavora nei due versi e rovina la capacità di giudicare di chi lo esercita e di chi lo subisce”, e in Italia secondo Aprile lo subisce molto di più il Sud. “I giornali grondano di pregiudizi da tutte le colonne – spiega il giornalista – ne è una prova l’ultima vicenda della Lega (coinvolta in indagini giudiziarie sull’uso disinvolto di fondi pubblici destinati al partito, ndr) quando abbiamo letto titoli del tipo: ‘Quei vizi meridionali in salsa padana’. Come se il nord avesse voluto imitare il sud, perché solo lì si ruba. È una continua istigazione razziale”.

La verità storica che unisce - Le cause, però, non sono nell’indole dell’individuo, ma nella storia del nostro Paese: “Non voglio dire che i settentrionali siano cattivi e i meridionali stupidi, non si tratta di cercare vittime o carnefici, il problema è come è stata costruita l’Italia”. La logica Nord contro Sud ha radici profonde: “È stata costruita con le armi 150 anni fa. Con la violenza, a volte con stragi mai riconosciute nei libri di scuola. Una violenza di cui non è stato raccontato tutto e per la quale non si è mai chiesto perdono”. Per il giornalista i pregiudizi saranno battuti solo quando “gli italiani si ritroveranno nella verità della storia. E badate che il passato è un posto schifoso, che gronda sangue da tutte le parti, ma solo lì ci si può unire. Ci siamo fatti del male: riconosciamolo e andiamo avanti”.

Nata a Benevento il 25 Febbraio del 1985, vive a Perugia. Si è laureata in Media e Giornalismo alla Facoltà di Scienze Politiche di Firenze. Dopo aver collaborato con Terra, Gli Italiani e Altrabenevento, e dopo lo stage presso la Rai Corporation e GoodNews Broadcast negli Stati Uniti, è ora giornalista praticante presso la Scuola di giornalismo radio televisivo di Perugia. Ha vissuto per un anno e mezzo a New York.
Eleonora Mastromarino
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