Te lo (ri)doppio io il film

Dal cinema agli spot, il dialetto si prende gioco di tutti. Ecco il fenomeno web da milioni di click

Italia, tanti dialetti per un solo Paese. C’è chi ne conta addirittura seimila. Termini che custodiscono origini antiche e modi di dire legati a personaggi e aneddoti. A usarli non sono solo gli anziani, ma anche i giovani. Alcuni di loro li hanno valorizzati e diffusi grazie all’umorismo e alla tecnologia. Come? Ridoppiando film, video musicali e spot pubblicitari, per poi mettere le clip in rete. Un po’ di passaparola e gli autori sono diventate stelle della comicità sul web.

Da nord a sud – Il fenomeno è iniziato a metà degli anni Novanta. La TAP Creation, un gruppo specializzato in servizi professionali, realizzava in analogico le proprie opere di ridoppiaggio in ferrarese: video come Batanic, Am Par: Impussibil e Il Codice Gratta e Vinci sono diventati dei cult in Emilia. Stesso dialetto anche per gli SPASMOvideo che negli anni Novanta ridoppiarono tre episodi di Star Trek (diventati Star Strik). Trivialità in salsa romanesca per i Prophilax, autori delle parodie di telefilm come Beautiful e Beverly Hills. E poi ci sono i livornesi Nido del Cuculo. Il loro canale ha più di 19mila iscritti e quasi 5 milioni di visualizzazioni. Il gruppo, guidato dall’attore e conduttore Paolo Ruffini, oltre a occuparsi di produzione audiovisiva organizza spettacoli ed eventi. I loro lavori sono molto famosi sul web e prendono in giro film come Rambo o puntate dei Teletubbies. E ancora: i sardi Is Callonarasa, gli anconetani MBM Crew, il veneto Mikcanaja e tanti altri.

Il “donca” nella rete – Anche il dialetto perugino è stato reso celebre tramite Youtube, grazie all’ingegno di Matteo Boschi, conosciuto in rete col nome di Lupus Yonderboy/Apomatto. Il suo primo lavoro è stato nel 2003 con Ghost che lo ha fatto conoscere in tutta l’Umbria. Sul suo sito migliaia di visite al giorno, mentre decine dei suoi video vengono scaricati e poi ripubblicati su Youtube dai fan. Ma Matteo non è stato l’unico: in regione ci sono anche Sette Cervelli. La loro pagina Facebook ha più di 25mila fan. Il duo di amici che sta dietro allo pseudonimo – Fabrizio Fabbi e Luca Pellegrini – ha usato il dialetto dell’acropoli per produrre clip memorabili ispirate anche a interviste e servizi come il celebre Neve a Castello.

Diana Benedetti è nata a Foligno nel 1983. Sangue umbro ma carta di identità bolzanina, si è laureata in Studi internazionali a Trento con una tesi sul PCI. Praticante presso la Scuola di Giornalismo di Perugia. Segni particolari:passione smodata per il rock.
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