Fotoreporter a rischio estinzione

Nuove tecnologie e politiche editoriali mettono in crisi chi le foto le fa per professione

Doveva fare il geologo e invece è arrivato al premio Pulitzer, forse il riconoscimento più importante nel mondo del giornalismo. Il conflitto nella ex Jugoslavia, lo sbarco dei rifugiati sulle coste di Brindisi, la città dove è nato, e l’esigenza di raccontare: Pier Paolo Cito, uno dei più famosi fotoreporter italiani, inizia così a raccontare il mondo che lo circonda. Le prime foto sono quelle scattate come freelance per i quotidiani locali, poi arrivano le pubblicazioni sui maggiori quotidiani nazionali e infine l’approdo, nel 1997, all’Associated Press, una delle agenzie di stampa più prestigiose.

Quanto è difficile oggi vivere di fotografia? - «Praticamente impossibile» è la risposta scoraggiante di Pier Paolo, anche se lui ce l’ha fatta e con i suoi scatti ha raccontato, e continua a raccontare, i conflitti in Afghanistan, in Iraq, in Kosovo, nella striscia di Gaza e in Libano. «Certo da una parte lo sviluppo delle nuove tecnologie ha permesso a tanta gente di accostarsi alla fotografia. Prima era molto più costosa, non solo per l’attrezzatura, ma anche per il prezzo dei rullini e dello sviluppo delle foto. Oggi sicuramente la base si è ampliata e così è aumentato il numero dei professionisti e la qualità del fotogiornalismo». Ora però questo mondo vive una fase di grande difficoltà, come ci racconta nell’intervista audio qui sotto.

Giornalismo “amatoriale”– «Oggi la produzione è estremamente aumentata», spiega Roberto Boccaccino, fotografo di appena 27 anni ma con pubblicazioni importanti alle spalle per riviste nazionali e internazionali. Un “overload” di immagini e video che oramai tutti possono fare e mandare gratuitamente ai giornali. «Il fatto – spiega Roberto – è che le aziende editoriali cercano sempre di più contenuti da pagare poco se non niente. La conseguenza è il livellamento della qualità verso il basso». Insomma, vivere di fotografia oggi è una strada in salita.

Fotogiornalisti a confronto: Pier Paolo Cito e Roberto Boccaccino
Pier Paolo Cito by sgrt

Nata a Senigallia ventisei anni fa, si è laureata in lingua e letteratura giapponese alla "Sapienza" di Roma. Dopo alcuni soggiorni studio nel paese del Sol Levante ha iniziato ad intrapendere i primi passi nel mondo del giornalismo presso la scuola di giornalismo radio televisivo di Perugia.
Giulia Serenelli
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