Informazioni da leggere. E guardare
Precisione e estro artistico: squadre di giornalisti e designers raccontano storie attraverso la grafica
Prendere una notizia. Trovare i relativi dati. Analizzarli, semplificarli e vestirli in grafica. Per le testate, soprattutto online, tutto questo sta diventando all’ordine del giorno. Si può partire da un fatto, un libro o una tabella. Nel “data journalism”, ad esempio, il giornalista trova i documenti, li esplora dalla prima all’ultima pagina e ne ricava numeri e elementi importanti. Poi arrivano i grafici. Anzi, i “visual information designers”, esperti nella visualizzazione delle informazioni con i quali il giornalista imposta la pagina. Quindi la realizzazione dell’opera: l’infografica.
Un lavoro di precisione – Non solo testo. Ma neanche un semplice articolo corredato di box con i dati, come spiega nell’intervista audio Francesco Franchi, direttore artistico di IL – Intelligence in Lifestyle. L’infografica è qualcosa di più. Storie raccontate da parole, linee, punti, numeri e illustrazioni. Storie che spesso si basano su un lavoro di precisione. Come quello del Guardian – DataBlog, la pagina della versione online del Guardian, guidata da Simon Rogers. La sua squadra lavora su centinaia di documenti, spesso governativi. «Prendiamo le storie dalle news sulle quali abbiamo teorie da esplorare, dai datasets che compiliamo e da quelli che arrivano dagli altri giornalisti del Guardian. Il nostro team è in questo momento molto ristretto: me e un ricercatore».
Una moda o il futuro? - Il professor Paolo Ciuccarelli, direttore scientifico del laboratorio del Politecnico di Milano DensityDesign, è uno dei massimi esperti della rappresentazione delle informazioni. Così commenta la diffusione delle infografiche: «La visualizzazione è un linguaggio, non nuovo, ma che sta oggi vivendo una nuova vita in virtù del fatto che è aumentata enormemente la disponibilità dei dati. Nel contempo è aumentata anche la richiesta di accesso al dato, spinta da movimenti come quelli che stanno sotto l’etichetta “Open” o più genericamente guidati da una richiesta di maggiore trasparenza». Jacopo Tondelli, direttore del sito web di informazione Linkiesta, è stato tra i primi in Italia a credere nelle infografiche. «Si parte ovviamente da un interesse (nostro e dei lettori) per un tema – spiega -. Poi cerchiamo dati sulle fonti più attendibili e accreditate, oltre che recenti. Quindi procediamo con il disegno, cercando sempre di privilegiare chiarezza e forza rispetto a tutto il resto». Secondo il direttore in futuro le testate saranno costrette a dare maggiore spazio alle infografiche «soprattutto mano a mano che l’interattività coi lettori diventerà più facile e agevole».
L’intervista a Francesco Franchi
Francesco franchi by sgrt
Si interessa di processi democratici, cinema e musica indipendente italiana. Si è laureata in scienze politiche all'Università di Perugia. Ha studiato a Allendale (Michigan) e Berkeley (California). E' stata stagista al Parlamento Ue, collaboratrice in diverse redazioni e blogger. Scrive di tutto, tranne poesie e biglietti di auguri.
Tags: data journalism, Francesco Franchi, giornalismo, grafica, Jacopo Tondelli, Paolo Ciuccarelli, Simon Rogers






