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Archivio > Umbria archeologica
Alla scoperta del patrimonio archeologico dell'Umbria
Scavando nel passato
Le testimonianze di epoca preromana giunte fino ai giorni d'oggi
di Laura Corsi
C'è un'eredità che viene dal passato e che, con il trascorrere del tempo, si arricchisce sempre più. È il patrimonio archeologico dell'Umbria: un tesoro fatto di luoghi, oggetti, monumenti che tornano alla luce testimoniando la vitalità culturale della regione fin dall'antichità.
Il più recente ritrovamento è una necropoli degli antichi umbri a Spoleto. Si tratta di undici tombe risalenti al VII - VI secolo a.C. contenenti ricchi corredi funebri, maschili e femminili, costituiti da vasi di ceramica e metallo, armi e oggetti di ornamento. Ma è solo l'ultima scoperta di un'epoca, quella preromana, che ha visto la regione culla di importanti civiltà.
Due popoli divisi da un fiume - Grazie alla posizione geografica e alla ricchezza del territorio, l'Umbria è stata fin dagli albori della storia crocevia di popoli che vi hanno abitato lasciando tracce significative della loro presenza.
Terni, Spoleto, Foligno, Assisi e Gubbio sono solo alcune delle città che devono la loro origine all'antico popolo degli umbri, giunto nel cuore d'Italia attorno al 1000 a.C da una zona compresa tra il Mar Nero e il Caucaso.
Ma presto, da ovest, arrivarono gli etruschi, popolazione dedita principalmente all'agricoltura e alla metallurgia, insediatasi sul lato destro del Tevere. Orvieto e Perugia sono le città che, più delle altre, portano i segni visibili della loro presenza. Non solo per l'impianto che le contraddistingue (sorgono entrambe ai lati di una strada che segue il crinale delle colline), ma anche per il patrimonio archeologico e architettonico che tuttora conservano. Dopo aver subito l'egemonia romana, gli etruschi sono scomparsi confondendosi con gli altri popoli italici. Ma la loro civiltà ha influenzato profondamente la struttura politica, sociale, economica e culturale dell'Umbria.
Turismo archeologico - C'è chi sceglie l'itinerario gastronomico, chi quello spirituale e chi quello naturalistico. Ma il turismo in Umbria è fatto anche di nicchie di visitatori che prediligono l'"offerta archeologica". Lo conferma uno studio realizzato da Isnart (Istituto nazionale ricerche turistiche) e Sviluppumbria, pubblicato dall'Osservatorio sul turismo della regione. Dall'analisi emerge che al primo posto nelle preferenze dei vacanzieri italiani e stranieri che scelgono di passare in Umbria un soggiorno all'insegna dell'archeologia, ci sono la necropoli del Crocifisso del Tufo di Orvieto, l'ipogeo dei Volumni (vicino Perugia) e il Pozzo etrusco (nel cuore del capoluogo umbro). Ma la scelta è vasta e comprende anche tre musei archeologici nazionali (a Perugia, Spoleto e Orvieto) e beni di grande valore come le Tavole di Gubbio, uno dei più importanti testi rituali giunto fino ai giorni nostri.
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